Conte: “Io non governo contro Salvini.. Io lavoro per costruire”


Io non governo contro qualcosa o qualcuno, Nello specifico il mio obiettivo non è Matteo Salvini. Giuseppe Conte, alla fine della sua prima uscita come presidente bis del Consiglio dei ministri ad Accumoli, uno dei paesi del Lazio più colpito dal terremoto del 2016, si ferma a parlare con i giornalisti. E puntuale e veloce arriva la domanda sul leader della Lega che grida nelle piazze che anche oggi si è consumata una gigantesca scorpacciata di poltrone. Domanda condita dalla considerazione che lui ha preso in mano anche il dossier immigrazione. E quindi, “il suo sarà uno scontro con Salvini a distanza?”.

“Assolutamente no. – risponde il premier che si è presentato senza cravatta. – In 14 mesi non mi sono mai scontrato con nessun avversario politico. Il mio obiettivo è governare nell’interesse dei cittadini. E’ bene che ci sia un’opposizione, anche aspra, leale. Quindi ben venga, sarà di stimolo critico, di pungolo a far meglio. Ma che io debba avere degli avversari non è nella mia logica. Il mio obiettivo è costruire”.

Gli ricordano però che lo scontro con Salvini c’è stato. E nelle aule parlamentari.E il premier pignolo precisa: “Il mio discorso alla Camera sarebbe stato esclusivamente sul programma, Se sono stato  attaccato ho dovuto precisare alcuni punti. E’ stata una premessa quasi dovuta. Per il resto ho parlato esclusivamente dal programma”.

Potrebbe bastare. Ma i giornalisti incalzano Conte. Gli ricordano che il quotidiano francese Le Figaro lo ha innalzato al ruolo di “barricata anti-Salvini”, una sorta di argine che ha il compito di salvare la democrazia italiana. Il premier non si sottrae. E risponde. “Ho accettato questa nuova esperienza, per me era inconcepibile. Io non ho chiesto nulla, non ho fatto nessuna telefonata ai leader delle forze politiche che sostengono questa esperienza di governo”, dice

Il premier ricostruisce cos’ gli eventi dell’ultimo mese: “Ad un certo punto c’è stata una pressione sulla mia persona. Io ho valutato se c’erano i presupposti per un un progetto politico, quello che non avrei mai accettato alla luce della precedente esperienza era un accordo tra diverse forze che continuasse a prospettare l’identità dell’una e dell’altra, che fosse una sommatoria, quello non lo avrei mai accettato”.

Dunque, conclude Conte,  “una volta accertato che c’era un progetto politico, che non era un governo contro qualcuno, ho accettato. Lavoreremo per costruire e rappresentare i cittadini, anche quelli che oggi si sentono più rappresentati da forze di centrodestra, perché cercheremo di offrire soluzioni. Io parlo spesso del sud ma la settimana prossima sarò anche al Nord a dialogare”.

 


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Carlo Verdelli
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