“Contro l’obesità, l”assassino silente’, una sola strada: assumere meno calorie”


TORINO – “Il Nord del mondo è meno obeso del Sud”. Parola di Felipe Casanueva, professore di medicina dell’Università di Santiago de Compostela arriva a Torino per partecipare a SaluTo, idea innovativa della Scuola di medicina di Torino che ha voluto organizzare un Festival alle Officine Grandi Riparazioni, due giorni. Gli spazi dove si fabbricavano treni ora convertiti alla programmazione culturale, in questi due giorni dedicati a benessere e stili di vita si trasformano in un grande ambulatorio, dove i cittadini incontrano i medici e dove ci saranno stand anti-fake news su sonno e diabete, diete miracolose, stress, fumo e ipertensione. Casanueva è responsabile del servizio di Endocrinologia e Nutrizione del complesso ospedaliero universitario di Santiago, una vera autorità nella lotta al diabete e all’obesità.

Professore, quando parla del Nord del mondo, a quali Paesi si riferisce?
“Parliamo di studi realizzati in Cina, Stati Uniti, Europa. Sono aree vastissime, le indagini realizzate riguardano quindi aree molto vaste e sono pertanto molto significativi. In tutti e tre i casi l’obesità è più diffusa al Nord che al Sud e riguarda anche gli adolescenti”.

Sappiamo perché?
“Lo vorremmo tanto ma al momento è davvero un mistero, non abbiamo risposte certe”.

Non è possibile che banalmente al Sud del mondo si mangia di più? Che i piatti sono più gustosi?
“Potrebbe funzionare per l’Europa ma trovo difficile pensare che al Nord degli Stati Uniti si mangi meno che al sud. E francamente non saprei rispondere per la Cina. Non credo sia questa la risposta ma quella vera non l’abbiamo ancora trovata”.

Gli ultimi dati italiani dicono che l’eccesso di peso interessa il 45, 9% dai 18 anni in su. Nel suo intervento qui a Torino lei lancia un allarme, siamo di fronte a una epidemia da combattere a tutti i costi.
“Io chiamerei l’obesità un “assassino silente” e non sono esagerazioni. I dati sono dell’Organizzazione mondiale della sanità. Parliamo di epidemia per due ragioni: perché ci sono milioni di abitanti obesi e perché la velocità di espansione è impressionante. Il 30% della popolazione degli Stati Uniti è obesa, in Spagna il 23-24%. E si noti che non sono numeri sul sovrappeso ma di obesità che è una malattia seria, associata a una maggiore mortalità, disabilità e peggioramento della qualità della vita. Nonché all’aumento della spesa sanitaria perché è fattore di rischio per malattie come il diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari, ictus, artrosi, ipertensione e 11 diversi tipi di tumore come la mammella, la prostata, l’utero. Per non parlare delle patologie neurodegenerative: sono molti ormai gli studi recenti che ci rivelano che fra gli obesi l’incidenza di alzheimer è più alta”.

Il suo è un appello alle autorità sanitarie.
“Certamente, servono campagne di sensibilizzazione, sono indispensabili politiche di contenimento dei prezzi per gli alimenti sani. Faccio un solo semplice esempio che chiunque può comprendere. In America un hamburger costa meno di una mela. Credo dovrebbe essere il contrario. Altrimenti tutti si mangiano l’hamburger, peraltro molto più gustoso della mela”.

Come difendere i bambini?
Si deve mangiare meno, assumere meno calorie. La dieta mediterranea è la migliore, diete miracolose non ne esistono. Si difendono spiegando ai genitori che quando i loro figli hanno buoni risultati a scuola, si comportano bene il premio non dovrebbe essere un computer o un cellulare come spesso avviene. Piuttosto servirebbe organizzare una bella gita fuori tutti insieme, l’iscrizione a una attività sportiva. Questa è la battaglia quotidiana.


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Carlo Verdelli
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