cosa significa il dato che preoccupa i mercati – Repubblica.it


ROMA – I venti di recessione globale soffiano forti. Per il secondo giorno consecutivo la curva dei rendimenti dei titoli di Stato americani resta invertita. Questo significa che i Treasury bond con scadenza a due anni rendono più di quelli a dieci anni: il contrario di quanto di solito accade, visto che di norma gli investitori vengono remunerati in misura maggiore se prestano il loro denaro al governo per un tempo lungo.
 

La curva dei rendimenti e la recessione

Tutte le volte che si è verificata questa inversione, negli ultimi 50 anni di storia americana, poco dopo – con tempistiche dai 6 mesi ai 2 anni – è arrivata la recessione. Ecco perché alla vigilia di Ferragosto Wall Street è crollata del 3%, trascinando giù i listini europei. È andata così per le ultime 7 recessioni a stelle e strisce, l’ultima nel 2007.

Non è sempre detto che l’inversione della curva anticipi un Pil negativo per almeno due trimestri consecutivi, come da definizione di recessione tecnica. Si tratta di una condizione necessaria, non certo sufficiente. Tuttavia il segnale è di quelli da non trascurare. Non solo per la guerra dei dazi tra Usa e Cina che mette sotto scacco i commerci mondiali: la produzione di Pechino, sebbene in crescita del 4,8% a luglio sull’anno passato, è al minimo da 17 anni.
 

La crescita in Germania e la curva dei rendimenti piatta

Anche in Europa il motore si è inceppato. Il Pil della Germania nel secondo trimestre dell’anno è scivolato in negativo dello 0,1%, come nel terzo trimestre del 2018, +0,4% sull’anno scorso, la crescita più lenta da sei anni. Un dato atteso dagli analisti, sebbene preoccupante perché trainato da un crollo nelle esportazioni, mentre ancora tengono consumi interni e investimenti.

La curva dei titoli tedeschi si è appiattita: la differenza tra il rendimento dei titoli decennali e quelli a due anni è di appena 21 punti base. L’ultima volta che è successo era il 2008, alla vigilia della Grande Recessione.

Non a caso è partita la corsa ai beni rifugio. L’oro anzitutto. Ma anche lo stesso bund a 10 anni, il cui rendimento negativo ha toccato un minimo storico: -0,21%. Gli investitori, pur di parcheggiare il denaro in un porto sicuro al riparo da tempeste e venti di crisi, sono disposti cioè non solo a rinunciare al guadagno ma anche a pagare, dunque erodere un po’ di capitale investito.

 

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA


http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

Babà Napoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *