così il mondo dei Deepfake si allena con la realtà – Repubblica.it


I dieci volti che potete vedere nella foto qui sopra non esistono. E come loro, altri 100mila volti che sono gratuitamente disponibili online. Si tratta di uno stock di immagini generate al computer da un’intelligenza artificiale e messe a disposizione gratuitamente da ‘Generated Photos’, una startup che dichiara di volere “democratizzare la fotografia creativa”.

Usando la tecnologia Gan (generative adversarial network o rete generativa avversaria) e dando in pasto all’algoritmo i volti di 69 modelli (volontari e d’accordo) in 29mila foto scattate in studio, la startup ha generato le facce di 100mila persone inesistenti ma realistiche. Anzi reali: queste persone non esistono e non sono mai esistite solo per un caso della natura.

Sono i giorni in cui tutti hanno visto il deepfake di Matteo Renzi fatto da Striscia la Notizia, la cui qualità era assai limitata ma ha il pregio di sollevare seriamente anche in Italia il tema dei rischi che i deepfake possono comportare.

Rep

Per chi non avesse ancora intercettato la parola deepfake: si definisce deepfake un video o un audio manipolato attraverso algoritmi con un risultato iperrealistico. Solitamente viene usato per far sembrare che qualcuno – solitamente una persona famosa – dica o faccia qualcosa, a fini umoristici o più propriamente politici.

Sono settimane e mesi in cui il mondo delle reti Gan si sta evolvendo a velocità rapidissima. E il costo di accesso a questa tecnologia si sta abbassando vertiginosamente.

Solo un mese fa la app cinese Zao, che permette di sostituire il proprio volto a quello degli attori dei film celebri, ha spopolato in Cina e fatto molto discutere. Un utilizzo a fini di intrattenimento, certo. Ma il video falso di Zuckerberg che a giugno affermava di avere “il controllo di miliardi di dati personali rubati” già ha impatti più seri sulla società. Per non parlare del video di Nancy Pelosi: pur non essendo propriamente un deepfake, era da denuncia per diffamazione.

Tornando a Generated Photos, le 100mila facce messe online (tra cui, va detto, ce ne sono alcune anche riuscite male) rischiano di essere un colpo enorme per il mondo della fotografia, dei modelli e di tutti i siti di stock fotografici: con questa tecnologia potremo generare l’immagine che ci serve su misura. Con modelli diversi a seconda dell’utilizzo. A costo quasi pari a zero.

Per ora si tratta di una tecnologia poco più che embrionale: “Abbiamo scattato – spiega la startup – queste foto in un ambiente controllato come illuminazione e post-elaborazione, per assicurarci che ogni faccia avesse una qualità di stampa elevata e costante. Dopo le riprese, sulle foto abbiamo fatto un grande lavoro di etichettatura e categorizzazione”. Tanto lavoro ancora manuale. Ma è un altro sintomo del fatto che il futuro corre verso di noi: dobbiamo essere pronti, altrimenti ci travolgerà.


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