Costi della politica, il pd Zanda querela Di Maio


Poco più di un mese fa il senatore del Pd Luigi Zanda aveva ritirato la proposta di legge sugli stipendi dei parlamentari, diventata ooggetto di una campagna martellante da parte dei 5Stelle che accusavano il partito di Zingaretti di voler aumentare le indennità di deputati e senatori. Ma il tesoriere dem aveva annunciato una querela contro Di Maio. E dalle parole oggi è passato ai fatti.

“Questa mattina i miei legali hanno depositato presso il Tribunale di Roma gli atti relativi al giudizio civile che ho promosso nei confronti dell’onorevole Di Maio per ottenere il risarcimento dei danni provocatomi da sue dichiarazioni più volte rilasciate nel corso della recente campagna elettorale”. Lo annuncia in un comunicato il senatore Pd Luigi Zanda, tesoriere del partito.

“L’onorevole Di Maio, con ripetuti interventi e con plateali intenti diffamatori, ha deformato il senso e il contenuto letterale di una mia proposta di legge diretta al riordino del trattamento economico erogato ai parlamentari italiani – aggiunge Zanda -. In quotidiane interviste, dichiarazioni alle agenzie e sul web, in comizi elettorali, Di Maio ha sostenuto che il mio disegno di legge, ancorando il trattamento dei parlamentari nazionali a quello dei membri del Parlamento Europeo, avrebbe prodotto per i deputati e i senatori un aumento significativo di quanto da loro percepito.Questa affermazione è totalmente falsa. Se venisse introdotta in Italia la normativa che ho proposto, gli emolumenti erogati ai parlamentari italiani non aumenterebbero nemmeno di un euro ma, al contrario, diminuirebbero. Alla ricerca di successi elettorali, Di Maio ha travisato la verità assecondando l’imbarbarimento della lotta politica”.

“È insopportabile che, sempre più frequentemente, la politica si serva di dichiarazioni palesemente false, così influendo sulle opinioni degli elettori e, conseguentemente, sulla libera espressione del voto – dichiara il senatore dem-.
L’inquinamento del processo democratico attraverso la continua diffusione di fake news e l’indisponibilità al confronto di merito nelle aule parlamentari sono tali da rendere oggi necessario che la verità venga accertata per via giudiziaria.
Per queste ragioni, Di Maio viene chiamato a rispondere di ciò che ha ripetutamente dichiarato in campagna elettorale”.


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