Crescita, ambiente, lavoro. Ecco i 29 punti del programma giallo-rosso. E finisce l’era del contratto


Dopo tante bozze provvisorie, è arrivato il programma definitivo del governo giallo-rosso. Addio al contratto, ora si passa a un documento articolato in 29 punti, in 4 pagine sulla base degli “indirizzi condivisi di M5S, Pd e Leu”. Punti in gran parte dedicati ai temi economici. Ma non solo.

TUTTI I MINISTRI

Ovviamente il primo obiettivo è la sterilizzazione dell’Iva, prevista con la prossima legge di bilancio che avrà come finalità anche investire su famiglie, disabili e l’emergenza casa.

Condiviso anche l’obiettivo della riduzione delle tasse sul lavoro – il cosiddetto cuneo fiscale – a totale vantaggio dei lavoratori. Sul lavoro, si punta poi a individuare una retribuzione giusta, il cosiddetto salario minimo e ad approvare una legge sulla rappresentanza sindacale. I giovani sono indicati come “risorsa per il futuro del Paese”: si prevedono incentivi al rientro per quelli che sono andati via e poi politiche di welfare per i meno abbienti.

Discontinuità nei rapporti con l’Europa, che saranno – si immagina – meno conflittuali. Ed è questo uno dei nodi nevralgici anche in vista di una maggiore flessibilità. Nel programma si legge: l’Italia deve essere “protagonista” di una fase di rilancio e di rinnovamento all’Unione europea, “intesa come strumento per ridurre le disuguaglenze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale”. A gestire questa nuova fase dei rapporti con l’Europa saranno, di fatto, Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia che arriva dall’Europarlamento, dove ha avuto un ruolo di peso; e il futuro commissario italiano, che dovrebbe essere – quasi sicuramente – Paolo Gentiloni.

Altro tema di svolta – nelle aspettative – è l’immigrazione. D’altra parte nella trattativa il Pd ha insistito soprattutto sulla modifica dei decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini. Come obiettivo c’è la riforma del regolamento di Dublino, che significa rivedere le norme sui porti di primo approdo. Dal punto di vista della legislazione interna, l’accordo prevede la modifica delle leggi bandiera di Salvini “alla luce delle recenti osservazioni del presidente della Repubblica”.

Grande sintonia sull’ambiente, capitolo che va sotto il nome mi “Green new deal”. Nel programma c’è lo stop al rilascio di nuove concessioni per la trivellazione e ai nuovi inceneritori. E poi una dichiarazione di intenti. Si punta a un “radicale cambio di paradigma culturale” che porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale”. E poi – punto 22 – si prevede “la revisione delle concessioni autostradali, confermando il piano di tariffario unico”.

Tra le riforme, il taglio dei parlamentari e – i due punti sono collegati – la riforma della legge elettorale. Sulla giustizia, c’è l’impegno a modificare il metodo di elezione del Csm.

Infine, la tutela della scuola pubblica e il web, tema caro soprattutto ai 5Stelle. Su questo viene posto tra gli obiettivi il riconoscimento della cittadinanza digitale a ogni cittadino fin dalla nascita e il riconoscimento del diritto di accesso alla rete.

 

 


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