Dagli asili nido alla lavanderia aziendale: 74 milioni alle imprese, ancora un mese per il bando Conciliamo


MILANO – Ancora un mese per accedere al fondo pubblico che mette a disposizione delle imprese 74 milioni di euro per le iniziative di welfare per le famiglie e “per migliorare la qualità della vita di mamme e papà lavoratori”. Asili nido aziendali, medici a disposizione del personale, incentivi economici a favore dei dipendenti che mettono su famiglia, promozione del lavoro in remoto o delle banche del tempo: sono alcuni esempi della gamma di interventi che ricadono sotto l’ombrello del bando “Conciliamo”, pubblicato nelle scorse settimane dal Dipartimento per le politiche della famiglia di Palazzo Chigi.

La finestra per fare domanda si chiude il prossimo 15 ottobre. A potervi accedere sono le imprese di grandi dimensioni, che abbiano almeno 50 dipendenti a tempo indeterminato. Ma per le piccole non tutto è perduto: devono raggrupparsi in una filiera, individuare una capofila e raggiungere quella soglia di lavoratori presentando progetti comuni. La taglia del finanziamento – buono per coprire fino all’80% delle spese preventivate – può oscillare tra i 500 mila euro e il milione e mezzo.

“Il bando ha come obiettivi specifici il rilancio demografico, incremento dell’occupazione femminile, riequilibrio dei carichi di lavoro fra uomini e donne, sostegno alle famiglie con disabilità, tutela della salute, contrasto all’abbandono degli anziani”, dice la Presidenza del consiglio dei ministri che l’ha lanciato (sul sito del governo si trovano tutte le informazioni).

Una volta presentata la domanda, è una Commissione a valutarla e ad attribuirvi un punteggio. I criteri indicati nell’avviso sono i seguenti: innovatività dell’azione, intesa come introduzione di pratiche o servizi ulteriori rispetto a quelli già realizzati in base alla legislazione vigente, al contratto collettivo e alle azioni già poste in essere all’interno del luogo di lavoro; concretezza dell’azione, intesa come chiara individuazione e coerenza delle azioni progettate e dei loro presupposti, con particolare riguardo alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita familiare, tenendo conto delle peculiarità dei lavoratori destinatari degli interventi; efficacia dell’azione, intesa come idoneità delle azioni a raggiungere gli specifici obiettivi, valutata dal grado di coinvolgimento dei soggetti interessati e dagli strumenti di monitoraggio predisposti; economicità dell’azione, intesa come corretta articolazione dei costi e congruità degli stessi rispetto al progetto presentato illustrati nel piano finanziario; sostenibilità dell’azione, intesa come capacità del progetto di mantenere i benefici nel tempo, oltre la durata di 24 mesi, anche mediante la costituzione di reti con soggetti pubblici e/o privati coerenti al progetto e alle politiche di conciliazione attivate a livello territoriale. Ai fini della sostenibilità dell’azione il progetto deve essere in grado di esprimere concrete sinergie con enti locali, imprese, famiglie e operatori sociali.

Tra gli allegati del bando si trova un elenco delle “categorie di azioni di welfare aziendale” che esemplifica quali progetti possono puntare a raccogliere il finanziamento pubblico. Rientrano in tre macro-ambiti di intervento. Ecco così che si trova, sotto la voce della “Flessibilità oraria e organizzativa”, l’esempio di una Banca del tempo, insieme a: lavoro da remoto; Part Time (versamento dei contributi);  Assunzioni a termine; Permessi e congedi. Poi, tra gli interventi di “Promozione e sostegno della natalità e della maternità, nonché reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori dopo un periodo di assenza dal lavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione”, si parla di Incentivi alla natalità e Specifiche iniziative formative per assenze di lungo periodo. Infine, sotto la voce degli “Interventi e servizi” si fa riferimento a Servizi di supporto alla famiglia (asili nido aziendali; contributi per il baby-sitting; contributi per le spese di istruzione; spese di frequenza dei centri diurni o delle residenze per anziani…); Tutela della salute; Caregivers; Time saving (maggiordomo, meccanico o lavanderia aziendali);  Mobilità (car sharing aziendale); Flexible benefit e ulteriori misure a sostegno ai dipendenti; Piani di comunicazione.

L’inziativa è stata accolta con favore dagli operatori del welfare. Jointly, uno dei player di questo mondo di servizi, ha calcolato che “su un progetto di 500.000 euro (che corrisponde al valore minimo attivabile con Concliliamo), un’azienda di 200 dipendenti è in grado di distribuire servizi per un valore medio per dipendente di 2000 euro”. L’ad Francesca Rizzi un bando che “è quello che serve veramente alla società: offerte di welfare che si focalizzano su servizi mirati alla persona andando oltre la mera efficienza fiscale. Le aziende con questo bando sono chiamate a proporre progetti che partono dai bisogni dei singoli lavorando sul benessere delle persone e quindi delle organizzazioni stesse”.


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Carlo Verdelli
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Babà Napoli

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