Dal discorso di Conte alla risposta della Ue sul debito: la settimana da brivido del governo


La formula è abusata: “settimana decisiva per il governo”. Viene utilizzata da mesi a corollario del perenne litigio tra Cinquestelle e Lega. Ma mai come stavolta sono in tanti a vedere l’esecutivo a rischio. La giornata di ieri, con gli scontri sull’incidente di Venezia e sul due giugno, è stata un chiaro termometro della crisi tra i due alleati. E tanti degli appuntamenti della settimana potrebbero rappresentare un casus belli per i gialloverdi. O comunque peggiorare lo stato dei rapporti tra Lega e M5S. A partire dall’atteso intervento, oggi, di Giuseppe Conte.

Il discorso di Conte

Negli ultimi giorni, a chi gli faceva domande sul destino del governo, Giuseppe Conte ha risposto rinviando all’incontro con i giornalisti di “lunedì”. Oggi dunque – a borse chiuse – pronuncerà un discorso molto atteso in cui, presumibilmente, lancerà un aut aut: evocando in qualche modo la possibilità di dimissioni. Questo nel caso in cui non ci sia un’inversione di tendenza nella rissa continua tra Lega e 5Stelle. E se continuerà la linea di rottura con Bruxelles.

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Nel mirino di Conte c’è soprattutto Salvini che – dopo il ribaltamento dei rapporti di forza coni 5Stelle – si muove a tutto campo come fosse il presidente del Consiglio. Il malumore di Conte è stato visibile già nei giorni scorsi quando ha chiarito: “Gli emendamenti governativi vanno discussi nella sede del governo che è Palazzo Chigi”, un riferimento alle modifiche presentate dalla Lega allo Sblocca-cantieri. O quando ha frenato la corsa leghista verso la flat tax.  

 

Sblocca-cantieri e decreto crescita

Ci sono due importanti decreti – vicini alla scadenza – ad agitare i rapporti tra i gialloverdi: uno è lo sblocca-cantieri, previsto in aula per domani, su cui si combatte la sfida del Codice degli appalti. La Lega ha presentato un emendamento che intende bloccare il Codice per due anni. Salvini ha detto che frena il Paese, i 5Stelle non sono d’accordo. Il presidente della Commissione parlamentare antimafia – il grillino Nicola Morra – ha detto che il subappalto libero è un “grimaldello” per la criminalità organizzata. E poi c’è il decreto crescita che è oggi in commissione Finanze e domani dovrebbe approdare in aula. Manca l’accordo sul cosiddetto “Salva-Roma” sui debiti della capitale, ma – vista la freddezza tra la sindaca Raggi e Luigi Di Maio – il provvedimento non è più considerato una priorità dai vertici M5S.

La risposta Ue alla lettera di Tria

Arriverà dopodomani la risposta di Bruxelles alla lettera del governo sui conti. Lo ha confermato sabato un portavoce della Commissione. L’avvio di una procedura d’infrazione per il debito è sempre più probabile. Con ripercussioni temibili sui mercati. Ma sul governo pesa anche la denuncia di Tria contro la “manina” che ha diffuso la prima versione della lettera (nel mirino i 5Stelle).

Resta da capire come si muoveranno le due forze politiche nel rapporto conl’Ue. Luigi Di Maio ha perso, negli ultimi giorni, l’afflato europeista manifestato durante la campagna elettorale. Ma è certo che a fare la voce grossa con Bruxelles, nelle ultime ore, è stato soprattutto Matteo Salvini dicendo: “Vedremo chi ha la testa più dura“. Ci saranno spaccature su questo tra gli alleati? Di sicuro Conte non sembra intenzionato ad avallare una procedura d’infrazione. 

La flat tax

Per Salvini la flat tax resta una priorità. “Il governo va avanti se mantiene l’impegno di tagliare le tasse, presto e bene”, ha ripetuto anche ieri. Lasciando intendere che su questo è pronto a tornare al voto. Ma – se i 5Stelle sul tema hanno aperto – il presidente del Consiglio non sembra disposto a tollerare un flat tax finanziata in deficit. Perché significherebbe la sfida finale all’Ue.

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Il consiglio dei ministri

Il premier Conte sarà – mercoledì e giovedì – in visita in Vietnan. Salvini ha lasciato intendere che vorrebbe un Consiglio dei ministri venerdì: “Finalmente sarà approvato il decreto sicurezza bis contro scafisti, camorristi, spacciatori, teppisti da stadio”, ha detto. Ma, al di là del decreto sicurezza bis – di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane – la riunione potrebbe essere il momento della resa dei conti su tutti i nodi in sospeso. Tutti intorno a un tavolo, Conte e i due vicepremier. E tra i tanti temi di divisione c’è – e non è secondario – quello delle autonomie.

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