Dall’Adsl alla fibra, 10 milioni di italiani pronti a cambiare operatore – Repubblica.it



Nel corso del 2018 quasi 7,5 milioni gli italiani hanno cambiato il proprio operatore di servizi Adsl e fibra ottica. E a quanto pare potrebbe essere solo l’inizio di uno “tsunami commerciale”, visto che altri 10,5 milioni sono pronti a fare altrettanto appena riusciranno a trovare un’offerta migliore o scadrà il vincolo contrattuale. A rilevare l’insoddisfazione degli utenti italiani per i servizi Internet a casa è l’ultima indagine di Facile.it, commissionata all’istituto di ricerca mUp Research. Che, insieme a Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta per indagare il rapporto che i consumatori hanno con i servizi di telefonia e sondare il livello di fedeltà dei clienti verso i propri fornitori.

Le risposte fornite dall’utenza non lasceranno dormire sogni tranquilli agli operatori. Oggi, infatti, oltre 18 milioni di persone si dicono insoddisfatti del servizio offerto. La bolletta degli abbonamenti Adsl e fibra ottica, si legge nell’analisi di Facile.it, è percepita come una delle spese percepite più onerose dagli italiani. Nella classifica dei costi domestici che, almeno da un punto di vista psicologico, incidono maggiormente sul budget familiare, la componente Internet viene subito dopo il tandem composto da luce-gas e Rc Auto. Non a caso, sono 17 milioni gli italiani che dichiarano di voler ridurre la spesa della telefonia di casa nel corso del 2019, mentre pochi sono quelli che dichiarano di esserci già riusciti nel 2018.

I servizi di Adsl e fibra ottica risultano essere molto diffusi (l’82% del campione intervistato dichiara di avere in casa una linea dati fissa attiva). Così come diffusa risulta però anche l’infedeltà degli italiani nei confronti degli operatori del settore: il 21%, circa 7,5 milioni di persone, ha cambiato compagnia nel corso del 2018. Guardando alle fasce di età, invece, risultano essere meno fedeli i clienti con età compresa tra i 35-54 anni (il 23,1% ha cambiato operatore nell’ultimo anno), seguite dai giovani under 35 (20,4%). Analizzando i dati su base territoriale, invece, nelle regioni del Sud-Italia e delle Isole si è registrata la più alta percentuale di clienti che hanno cambiato operatore: quasi un cliente su quattro.

La domanda che sorge spontanea è: cosa spinge gli italiani a cambiare compagnia? In primis, rileva l’indagine, il costo eccessivo indicato da oltre 5,6 milioni di italiani (76% del campione totale di chi ha scelto un nuovo operatore). La seconda ragione è la velocità di navigazione troppo bassa, che ha spinto il 42% dei rispondenti a “navigare” verso altre acque. Sul terzo gradino del podio si piazza la mancanza di trasparenza nelle politiche applicate dalla compagnia telefonica, indicata dal 13% dei rispondenti. Non va meglio se si guarda a coloro che nell’ultimo anno non hanno cambiato operatore.

Tra quest’ultimi, infatti, solo il 47% si dichiara soddisfatto del proprio fornitore mentre il 9% ha sì mantenuto lo stesso operatore, ma ha cambiato l’offerta. Come accennato il 37% di chi ancora non ha cambiato migrerà verso una nuova compagnia non appena possibile, cioè non appena scadrà il contratto o spunterà un’offerta migliore. Calcolando che si tratta di oltre 10 milioni di utenti, si preannuncia un anno piuttosto caldo per gli operatori.


http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *