Daniele Luttazzi chiede 100 mila euro a puntata. E il ritorno in Rai si allontana


Un problemino da 100 mila euro. A puntata. Il rientro di Daniele Luttazzi in Rai trova un altro ostacolo: il compenso preteso dal comico. La cifra è davvero fuori dalla portata delle casse Rai. Il direttore di Raidue Carlo Freccero aveva immaginato un programma per il grande ritorno di Luttazzi sviluppato nell’arco di otto puntate. Adesso non è più tanto sicuro che lo vedremo mai in onda.
 
Certo, c’era la questione legale per via dei temi che il comico affronta nei suoi show, c’era sempre il pericolo di qualche incidente perché Luttazzi, giustamente, vuole libertà assoluta, ma il controllo editoriale dell’azienda non si può scavalcare. Ma sui soldi lo scoglio diventa gigantesco.
 

Centomila euro a puntata significa 800 mila euro totali. Non finisce qui. Il 10 per cento, sempre a puntata, va all’agente del comico Roberto Minutillo. Infine, l’ultimo vincolo contrattuale prevede 45 mila euro da versare al comico per ogni replica. Un’altra richiesta siderale se si pensa che Montalbano, il gioiello di Viale Mazzini capace di ottenere ascolti mostruosi (oltre il 20 per cento) anche al decimo passaggio tv, costa 100 mila euro a replica (una parte dei quali finisce nelle tasche del protagonista Luca Zingaretti).
 
La morale è che il ritorno di Luttazzi si allontana, se mai è stato davvero praticabile. Freccero è il primo a considerare esagerate le richieste del comico e a giudicare, oggi, più difficile la realizzazione del programma. Eppure proprio il direttore di Raidue aveva messo al centro della sua missione riportare Luttazzi in Rai. Voleva guarire la ferita che si era aperta nel 2002 con l’editto bulgaro quando Berlusconi accusò Luttazzi, Biagi e Santoro “per l’uso criminoso del servizio pubblico” e in pratica li accompagnò all’uscita. Sono quindi 17 anni che il comico è fuori dalla tv di Stato.
 

Il rientro doveva essere il fiore all’occhiello della nuova gestione. In effetti i colloqui erano ben avviati. Il programma di satira aveva già una sua struttura: otto puntate di 50 minuti l’una. “Sul modello di Satyricon. Ci saranno una ventina di rubriche”, aveva annunciato Freccero. I due si erano incontrati il 1 aprile a Viale Mazzini (Luttazzi oggi vive a Valencia), colloquio durato un’ora e venti minuti secondo il racconto delle agenzie di stampa. Sembrava il suggello a una lunga storia, la fine di un diktat profondamente ingiusto.
 
Ma adesso l’affare si complica ed è sempre questione di soldi. Sui mega stipendi del resto a Viale Mazzini si gioca da mesi una battaglia feroce. Quello di Fabio Fazio è nel mirino di Matteo Salvini. Quelli di Claudio Baglioni e dei conduttori del festival di Sanremo sono stati passati al setaccio. C’è il sempre il nodo di quanto si può spendere con i soldi del canone versato dagli italiani. Poi, naturalmente, si immischia la politica. Ora tocca a Luttazzi, come se il suo nome non portasse con sé già altri problemi.   

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