Decreto crescita, Renzi attacca la maggioranza: “Con il vostro governo la crescita è sparita”



“Mentre il mondo va verso l’intelligenza artificiale, voi scegliete la strada della stupidità naturale. Noi voteremo “no” al decreto crescita: voi avete detto “no” alla crescita e l’Italia pagherà il conto della vostra cialtronaggine”. Matteo Renzi conclude così, fra gli applausi a scena aperta dei senatori del Pd e le contestazioni dei grillini guidate dal senatore Michele Giarrusso, il pirotecnico intervento sul decreto crescita. L’ex premier non risparmia critiche nessuno. Al governo nel suo insieme dice: “Ci vuole un po’ di coraggio, perché il vostro governo e la crescita sono due mondi paralleli, destinati a non incontrarsi. Da quando ci siete voi è sparita la crescita. Ci sono due letture diverse: voi dite che è solo un fatto di sfortuna, noi pensiamo che siate incapaci, ma quello che è certo è che i numeri parlano per voi”. 

Il passaggio successivo p dedicato a Giuseppe Conte. “Il presidente del Consiglio – ricorda Renzi – ha detto
che questo sarà un anno bellissimo. Il presidente del Consiglio, questo aspirante meteorologo, questo vice dei suoi vice, portavoce del suo portavoce, cerimoniere senza cerimonia, che non riesce a mettere bocca sulla Libia, sul Venezuela, su Trump, sulle nomine. Va alle riunioni delle nomine con Casalino: ha scambiato le nomine con le nomination, però un certo know how, su questo, sicuramente Casalino può portarlo “.

Renzi ricorda i dati sulla crescita del Pil nel momento il cui il Pd ha lasciato il governo: “Quando siamo partiti, dice con enfasi – il governo Monti e il Governo Letta stavano intorno al meno 2 per cento di crescita del Pil, quindi in decrescita; i nostri governi sono arrivati poco sotto al più 2 per cento; con voi siamo tornati allo zero. Esplode la cassa integrazione, cresce la pressione fiscale, il Paese va peggio di prima. Il dramma è che avete fatto tutto da soli. Si dice: voi crescevate perché avevate Draghi. Ce lo avete anche voi, ce lo abbiamo anche noi e meno male che Draghi c’è, si sarebbe detto una volta”.

;L’ex presidente del Consiglio passa poi ai due partiti che compongono la maggioranza. Ricorda la famosa immagine di Di Maio e dei ministri grillini che festeggiavano sul balcone di Palazzo Chigi e gli rinfaccia: “Il punto è che, da quando il Ministro dello sviluppo economico è uscito da quel balcone (deve aver fatto effetto), voi non siete più rientrati in voi stessi. Questo dramma vede l’Italia in difficoltà. Potete manipolare le parole, ma non la realtà. E il gruppo grillino comincia a rumoreggiare.

Renzi, sempre a voce alta, passa poi ad evocare altri comportamenti dei grillini e leghisti in versione minoranza. “Qui un tempo era tutto un accusare: “Premier non eletto”; oggi si chiama “avvocato del popolo”. Qui un tempo era tutto “inciucio vecchio stile”; ora si chiama “contratto di governo”. Tra l’altro, ci avevate spiegato, signori della maggioranza, che avreste fatto il contratto di Governo perché almeno non si sarebbe litigato: rispetto a voi, “Beautiful” è il paradiso terrestre, per i litigi costanti dei quali state dando pessima prova”.

L’ex segretario del Pd affonda i colpi anche contro e Paola Taverna: “Qui un tempo – grida – era tutto “onestà”; adesso si definisce “49 milioni”, si fa prima. Qui un tempo, quando si metteva la fiducia – la numero 13 dall’inizio della legislatura, la quarta al Senato, 9 alla Camera – la vice presidente del Senato attuale, senatrice Paola Taverna, faceva una diretta Facebook e diceva: “Mettono la fiducia: siamo in dittatura”. Ora, naturalmente, la senatrice Taverna ha compiuto un percorso che l’ha portata alla vicepresidenza del Senato, dopo una breve esperienza come esperta di vaccini, e noi siamo contenti di questa grande modifica e di questo cambiamento che la riguarda; ma il fatto è che mettete una fiducia al mese”.

Infine, e non potevano mancare, Renzi sommerge Salvini sotto una caterva di critiche. “Matteo Salvini – dice – . Lo ricordo quando parlava della Corea del Nord, dove, a suo dire, vigeva un grande senso di comunità. Adesso va alla Casa Bianca, meglio così. Me lo ricordo quando intonava: “Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani”, parole dello statista di Pontida, e oggi dice “Viva il Sud”. Meglio così, ha cambiato idea. Tifava Francia ai Mondiali del 2006, Salvini, in una bellissima diretta per Radio Padania. Ha iniziato con i comunisti padani, signor Presidente, difendendo il Leoncavallo, ora parla di “zecche dei centri sociali”. Insomma, Matteo Salvini cambia idea. Magari fra dieci anni lo troveremo volontario di una nave ONG nel Mediterraneo, con la scritta “Aprite i porti”.


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