Decreto sicurezza, Fico ammette: “Sì, ho preso le distanze dal provvedimento”


L’assenza del presidente della Camera alla votazione finale del decreto sicurezza è stata interpretata come una presa di distanza dal provvedimento. “È stata interpretata bene” risponde ai giornalisti Roberto Fico, a margine di un convegno all’Accademia dei Lincei. “È una presa di distanza – puntualizza l’esponente M5s – non ne ho parlato prima perchè sono presidente della Camera e rispetto il mio ruolo istituzionale fino in fondo, difendo i diritti di maggioranza e di opposizione, mando avanti i provvedimenti che arrivano in Aula con la collaborazione di tutti i capigruppo e rimango fedele al mio ruolo istituzionale”.

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“Ma – osserva ancora – se poi parliamo nel merito del provvedimento dopo che è stato approvato, quello è un altro discorso”.

SCHEDA Cosa prevede il decreto sicurezza

Fico conferma dunque la sua contrarietà alla legge, così come altri otto deputati pentastellati che al momento del voto risultavano “assenti ingiustificati”. In realtà la fronda degli “ortodossi”, vicini al presidente della Camera, conta diciotto parlamentari.
 


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Mario Calabresi
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