Di Maio è sicuro: “Nel 2019 l’Iva non aumenterà”


“Avevo promesso a marzo che l’Iva non sarebbe aumentata nel 2018 e non è aumentata. Ve lo prometto qui che non aumenterà neppure nel 2019”. A dirlo   il ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in un comizio a Bari. “In un Paese in cui ci sono 300 mld di euro di evasione fiscale – ha aggiunto – i soldi per disinnescare qualche decina di miliardi di euro di Iva si trovano e li troviamo, sopratutto dai grandi evasori che non sono solo a livello italiano. L’Iva non aumenta, non deve aumentare e non si fanno giochi”.

Nell’intervento nella città pugliese Di Maio non dimentica i temi divisivi con la Lega: “Per me le Province possono scomparire per come hanno lavorato in questi anni. Togliamo quelle competenze, come scuole e strade, alle Province e diamole ai Comuni e alle Regioni, così i soldi che ci guadagniamo con quei trasferimenti li mettiamo su scuole e strade che andranno meglio”. La Lega invece le Province le rivorrebbe.

E non manca un passaggio sulla corruzione: “E’ impressionante come nel giro di tre giorni, dal 7 al 9 maggio, quattro regioni siano finite in inchieste che hanno a che fare con la corruzione. La corruzione impatta su tutto. Questa gente non ha perso la voglia di governare l’Italia ma governa molte città e regioni e tutti i loro partiti sono al centro di scandali di corruzione che hanno dilaniato l’Italia passando per la Lombardia, l’Umbria con la sanità, la Calabria”. Per Di Maio “ci sono due temi: la corruzione in sè e quella che percepiamo come cittadini. E gli italiani sono il popolo che ha la maggiore percezione della corruzione in Europa”. Per contrastare la corruzione “serve l’esempio delle istituzioni. E qui devo fare riferimento alle liti nel governo, le signore mi fermano per strada e mi dicono ‘non litigate’ ma io dico sempre che quando le cose si devono fare non litighiamo ma quando ci vuole ci vuole. Un governo del cambiamento non poteva tenersi un sottosegretario indagato per corruzione, altrimenti qui sareste venuti per tirarci i pomodori”, ha aggiunto riferendosi al caso del sottosegretario Armando Siri.


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