Diritti negati: consumatori europei contro Alibaba – Repubblica.it


Stai discutendo con Alibaba per un pacco mai ricevuto? Puoi sempre rivolgerti all’arbitrato di Hong Kong. Sembra una battuta ma è tutto vero: Aliexpress, il marketplace del gigante cinese dell’e-commerce, prevede che – nel caso in cui la soluzione amichevole non abbia successo – la controversia debba essere risolta dall’Hong Kong Arbitration Center. Una chiara violazione del diritto europeo secondo il quale il consumatore ha diritto a intraprendere azioni legali davanti a un tribunale del proprio Paese.

Le associazioni di consumatori sette Paesi europei hanno deciso di denunciare Alibaba per questa e altre pratiche contrarie lesive dei diritti di chi acquista. La prima denuncia è partita dal Lussemburgo, ma adesso anche Altroconsumo, per l’Italia, si è rivolta ad Antitrust con una lettera che elenca una ad una le “clausole contrattuali abusive”.

Oltre alla questione del foro competente ci sono altri problemi. Agli acquirenti viene proibito di restituire un prodotto entro 14 giorni senza dover fornire alcuna giustificazione. Un diritto ormai affermato in Europa per tutti i consumatori che acquistano fuori da un negozio. E ancora: Aliexpress confida nella buona memoria dei consumatori perché non fa alcun chiaro riferimento al periodo minimo di garanzia che, nel nostro continente, è di due anni. Il sito però indica, in modo ben visibile, la possibilità di ottenere un anno di garanzia a pagamento.

Poi ci sono altri diritti che Aliexpress riconosce, ma comunica in modo fuorviante. Ad esempio la possibilità di ottenere il rimborso se il prodotto non arriva entro il termine concordato che il sito “propone come se fosse una condizione generosa” scrive Altroconsumo. In realtà la normativa europea prevede che “il professionista è obbligato a consegnare i beni al consumatore senza ritardo ingiustificato, e comunque al più tardi entro trenta giorni dalla data della conclusione del contratto”.

Come se non bastasse la maggior parte delle informazioni relative a garanzia, termini e condizioni sono in lingua inglese. “Se Alibaba opera nel mercato dell’Ue deve rispettare le regole dei consumatori dell’Ue” ha detto Ivo Tarantino, responsabile delle relazione esterne di Altroconsumo. “In caso contrario, spetta alle autorità nazionali intervenire e rendere i termini contrattuali conformi alla legge. Chiediamo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di agire urgentemente. Le piattaforme online che collegano i venditori al di fuori dell’Europa sono sempre più popolari, ma il rispetto dei diritti dei consumatori non è negoziabile”.

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