Dispositivi mobili e servizi, ecco la potenza di fuoco di Apple


SE QUALCUNO voleva sapere come sta Apple ha avuto oggi la sua risposta: bene, anzi molto bene. Tim Cook, allo Steve Jobs Theatre di Cupertino, ha presentato in un ora e mezza esatta una line up di prodotti e servizi che nessuna, davvero nessuna, altra azienda è in grado di proporre allo stesso livello. Un nuovo servizio dedicato ai videogiochi, Apple Arcade,  che nelle intenzioni di Apple vuole rivoluzionare il mercato del mobile gaming (ma non solo) con un abbonamento a prezzo basso, l’ufficializzazione del servizio Apple TV +  che sarà on line dal 1 novembre con l’attesissima serie con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, ad un prezzo estremamente competitivo, un nuovo smartwatch, serie 5, tre nuovi iPhone, l’11, l’11 Pro e l’11 Pro Max, un nuovo iPad.

Può bastare? A occhio, ma non bisogna essere particolarmente esperti per dirlo, Apple ha messo in campo tutta la sua potenza di fuoco nel campo dei dispositivi mobili e dei servizi ad essi collegati, sfoderando dei prodotti che difficilmente, nei mesi a venire, potranno essere superati dalla concorrenza in termini di performance.

Mancanza di innovazione? Bisogna vedere che senso diamo alla parola innovazione. Se intendiamo innovare vuol dire proporre prodotti in grado di cambiare il mondo delle tecnologie così come lo conosciamo, allora Apple non “innova” dai tempi dell’Apple Watch, presentato nel 2014, e ogni altra proposta negli anni successivi era solo il miglioramento delle versioni precedenti. Se invece “innovare” significa fare in modo che i prodotti che sono già in circolazione possono fare cose diverse, possono farle meglio e che lo “standard” al quale ci abituiamo è sempre più alto, allora è ovvio che ogni anno Apple sposta l’asticella un po’ più avanti. Lo fa “copiando” invenzioni altrui, lo fa inventando soluzioni proprie, lo fa allargando le possibilità dei singoli device, e lo fa meglio di chiunque altro. Basta vedere quello che fanno le nuove fotocamere e videocamere dei nuovi iPhone per rendersene conto.

Oltretutto è un’azienda che non ha eguali, produce film e show televisivi, distribuisce musica e videogiochi, fabbrica device mobili e computer, set top box e orologi “intelligenti”, e non c’è un’altra azienda al mondo che faccia altrettanto e altrettanto bene. Il che porta dritto all’altro tema che costantemente ha tenuto banco nei dibattiti sull’azienda di Cupertino, ovvero i costi dei device: gli iPhone sono obbiettivamente le “Ferrari” degli smartphone e così come nessuno chiederebbe alla Ferrari di abbassare i prezzi o di fabbricare un’utilitaria, e irragionevole chiedere ad Apple di essere diversa da quello che è sempre stata, da quando è stata fondata. Ma Cook e i suoi non sono disattenti al mercato, e il nuovo iPhone 11 ha un prezzo tendenzialmente più basso dei top di gamma di tutta la concorrenza, ad avere il prezzo massimo sono due modelli Pro che deliberatamente vogliono essere delle “Ferrari”, e comunque costano come i top di gamma della concorrenza. L’utilitaria c’è, è l’iPhone 8, ancora sul mercato, così come la Ford o la Renault vendono ancora modelli creati qualche anno fa ma che hanno ancora successo.

Apple è in costante movimento e in costante evoluzione, Apple Arcade e Apple TV+ lo dimostrano, i nuovi iPhone 11 Pro stabiliscono degli standard di eccellenza ai quali gli altri produttori dovranno guardare,  è un’azienda che può cambiare pelle, come fece quando con Jobs mise in campo iTunes e l’iPod. E lo farà ancora, possiamo esserne certi.


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Carlo Verdelli
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