Dl Crescita, bonus assunzioni a chi fa donazioni alle scuole – Repubblica.it


MILANO – Uno sconto ai mecenati della scuola pubblica che assumono ragazzi dagli istituti ai quali donano attrezzature e tecnologie. Nel decreto Crescita, dopo l’addio allo school bonus (detrazione delle donazioni) che nel 2019 non è stato rinnovato, spunta un nuovo bonus per i ‘mecenati’ delle scuole superiori: a prevederlo un emendamento del governo al decreto Crescita, che stanzia 3 milioni nel 2021 e 6 a regime. A chi dona almeno 10mila euro a un istituto per ammodernare i laboratori, e migliorare così le competenze degli studenti, sarà riconosciuto per un anno uno sconto dei contributi sui neoassunti (che provengano dall’istituto stesso), che potrebbe arrivare all’esonero completo: si prevedono infatti al massimo 5-600 assunzioni l’anno.

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Non è l’unica novità del testo che si trova alla Camera in prima lettura. Secondo quanto annunciato da Laura Castelli è in arrivo una norma per favorire la riscossione della tassa di soggiorno, “introdotta da circa 900 Comuni, che ha un tasso di evasione che in alcuni casi supera il 50%”. La viceministra all’Economia ha spiegato che si tratterà di “un importante effetto deterrente contro l’evasione. I dati delle comunicazioni trasmessi dalle strutture ricettive” secondo la “legge di pubblica sicurezza saranno resi disponibili per l’Agenzia delle entrate, in forma anonima e aggregata.

La stessa Agenzia ne consentirà il successivo utilizzo ai comuni che hanno” la tassa. Per rendere operativa la norma servirà un decreto ministeriale, poi “gli enti impositori acquisiranno elementi utili per l’attività di accertamento e di recupero del mancato gettito, con probabili effetti positivi quello finanziario, che potrà essere  destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

Sul testo ha ragionato anche l’Ufficio parlamentare di bilancio, che esprime dubbi sul disegno complessivo della tassazione alle imprese. Con la legge di Bilancio e il decreto Crescita – dicono infatti dall’Autorità dei conti pubblici – l’Ace e l’Iri, “che perseguivano chiari obiettivi di neutralità della tassazione rispetto alle fonti di finanziamento e alla natura giuridica dell’impresa, vengono sostituiti, sostanzialmente a parità di gettito, da un insieme di schemi le cui finalità complessive sono difficili da individuare”.

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Babà Napoli

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