Doctor House: è caduto dalla scala preparando l’albero di Natale. Perché?


“LEI cosa ricorda della caduta?”. “Nulla. Avevo sistemato la scaletta vicino all’albero di Natale e avevo preso il puntale da montare in cima. Poi mi sono svegliato qui, in ospedale”. Cos’è successo? Il dottor Sansilvestro non si spiega la condizione del paziente e continua a cercare, nella ricostruzione dei fatti, la causa della caduta. Si rivolge, quindi alla moglie: “Signora, mi descriva il momento in cui suo marito è caduto”. “Eravamo intenti a…”, ma il dottore la interrompe subito: “Solo quel momento, per piacere”. Lei ricomincia: “Stava bene. L’albero era grande, alto e la scala un po’ distante, ma comunque abbordabile, invece appena mio marito si è sporto è venuto giù”.

“Quello che non mi spiego – continua Sansilvestro – è che sia venuto giù senza ripararsi con le mani e le braccia. Mi sarei aspettato fratture dei polsi, di qualche costola, invece ha riportato un trauma cranico commotivo, con una piccola lesione della teca e la frattura di una vertebra cervicale. È vivo per miracolo, eppure lei dice di non aver visto suo marito perdere i sensi”. La signora conferma, e il medico si rivolge allora al collega Ugo Limiti, che lo affianca nella visita, invitandolo a esporre la storia clinica del paziente. “Ha 54 anni, fumatore fino a tre anni fa, quando ha avuto un episodio anginoso, per cui ha praticato coronarografia. Niente stenosi critiche, ma un’ateromasia diffusa del letto coronarico. Ipercolesterolemia in controllo farmacologico, non sempre ottimale, da 7 anni. Da quando è ricoverato è sotto monitoraggio ECG e non si sono evidenziate aritmie importanti. Escluse cause neurologiche”. “È chiaro – conclude Sansilvestro – a riposo non sono sollecitati i meccanismi alla base dell’evento critico”.

Medico di medicina generale Asl Napoli 3 sud

ECCO LE VOSTRE RISPOSTE

Il signore caduto dalla scala potrebbe aver avuto una sincope cardiogena (aritmica) vista la storia clinica di cardiopatia ischemica – Fernando

Il paziente è caduto in seguito a una perdita di coscienza causata da aritmie ventricolari – Gian Giacomo

L’episodio sembra collegarsi alla vasculopatia presente nel soggetto. Ha avuto una sindrome vagale scatenata dall’iperestensione del collo a cui è seguita una compressione dell’arteria profonda del collo (succlavia) e ciò ha comportato un ipoafflusso di sangue al cervello – Elena

Accesso ischemico transitorio – Roberto
 

Potrebbe trattarsi della sindrome di “Furto della Succlavia” dovuta alla presenza di placca ateromasica che ostruisce in maniera totale o parziale l’arteria Succlavia. Il furto della Succlavia viene esacerbato dall’attività fisica dell’arto interessato, come  potrebbe essere accaduto al signore del nostro caso mentre era sulla scala preparando l’albero, poiché il flusso sanguigno aumenta in tale situazione. La situazione patologica si manifesta clinicamente in modo variabile, può essere asintomatica o provocare TIA, sincope, vertigini, disturbi del visus – Oriana

Sospetto che il paziente abbia un attivo processo ateromasico a carico delle arterie carotidi, che indurrebbe una minore efficienza dei sistemi di compenso pressori attuati dal glomo carotideo, evento che avrebbe portato all’instaurasi di una ipoperfusione cerebrale da mancato compenso – Marco

Penso ad una sincope da blocco atrio-ventricolare parossistico correlato ad ipersensibilità del seno carotideo in cardiopatia ischemica cronica – Gualtiero

La diagnosi potrebbe essere episodio sincopale da sindrome vertebro basilare – Gino
 

Penso che la caduta si possa attribuire ad un episodio di ”drop attack” – Edda

Drop attack da insufficienza vertebrobasilare – Guglielmo

Potrebbe trattarsi di crisi vagale da stiramento dei plessi vascolo-nervosi del collo per iperdistensione del capo – Francesca


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/salute/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *