Dopo il carcere, torna libero in Australia il calciatore “dissidente” del Bahrain


CANBERRA. “Grazie Australia”, sono state queste le prime parole del calciatore “dissidente” del Bahrain Hakeem Ali Al-Araibi al suo arrivo all’aeroporto di Melbourne dopo un volo diretto da Bangkok dove aveva trascorso oltre due mesi di carcere su richiesta dello Stato del Golfo. “L’Australia è il mio Paese. Non ho ancora la cittadinanza, ma è il mio Paese. Amo l’Australia, morirò in Australia”, ha detto Al-Araibi. Ad attenderlo a Melbourne, dove gode dello status di rifugiato politico dal 2017, decine di sostenitori che cantavano “You’ll Never Walk Alone” e mostravano cartelli di benvenuto.

Dopo oltre 70 giorni di detenzione in Thailandia, è dunque finito l’incubo dell’ex giocatore 25enne della nazionale del suo Paese. Nel 2014 il giovane era stato condannato in contumacia in Bahrain a 10 anni di carcere con l’accusa di avere danneggiato una stazione di polizia due anni prima, nel corso delle manifestazioni a margine della Primavera araba. Hakeem aveva sempre negato i fatti sottolineando che si trovava all’estero per una partita di calcio e aveva spiegato di sentirsi minacciato nel suo Paese per avere criticato Sheikh Salman ben Ibrahim Al Khalifa, membro della famiglia al potere e presidente della Confederazione di calcio asiatica. In Australia aveva ottenuto appunto lo status di rifugiato politico.

Lo scorso 27 novembre, però, appena arrivato in Thailandia per la luna di miele, era stato arrestato all’aeroporto di Bangkok su richiesta del Bahrain. Era subito partita una campagna internazionale per chiederne il ritorno in Australia, con il lancio dell’hashtag #SaveHakeem. “Spero per una rapida soluzione in modo che Hakeem Al-Araibi possa tornare a casa in Australia”, aveva twittato il 5 febbraio Giorgio Chiellini.

Con il calciatore si erano schierati anche la Fifa e il Cio. Il primo ministro australiano Scott Morrison aveva scritto due volte al suo omologo thailandese e il ministro degli Esteri aveva viaggiato due volte a Bangkok,

Ieri la svolta, con la decisione del Bahrain di ritirare la richiesta di estradizione all’indomani di un incontro a Manama fra il ministro degli Esteri della Thailandia e il principe ereditario del Bahrain, Salman ben Hamad Al Khalifa.






http://www.repubblica.it/rss/esteri/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *