“Educati con l’Ue, ma nessuna manovra correttiva” – Repubblica.it


ROMA – Il governo italiano pensa a un’interlocuzione “educata” con la Commissione Ue, che minaccia una procedura d’infrazione per il debito eccessivo. Ma non ci sarà “alcuna manovra correttiva”. Quota 100 e reddito di cittadinanza non saranno ridimensionati. Né si taglieranno servizi sociali e pensioni.

Questa la linea che il vice premier Luigi Di Maio spiega a “Radio Anch’io”. Di Maio è stanco per le troppe imprese che non rispettano i patti, come ArcelorMittal. E imputa ai politici francesi, e alla loro intrusione, il naufragio dell’alleanza Fca-Renault.

Dice Di Maio: “La lettera dell’Europa ci dice delle cose da fare, noi dobbiamo rispondere con educazione ma non siamo disposti a fare come si è fatto negli ultimi anni, cioè tagliare i servizi ai cittadini”.

“Questa è una procedura di infrazione che inizia sul debito del 2018, quando ancora il reddito di cittadinanza e Quota 100 non c’erano. Nel 2018 vigeva la legge di bilancio di Gentiloni”. Le due misure simbolo del governo, dunque, non saranno cancellate. Neanche quella flat tax che è il vero bersaglio delle obiezioni di Bruxelles.

Lo conferma il premier Conte, dal Vietnam: “Quota 100 e reddito di cittadinanza rimangono intatte, verranno attuate integralmente”.

Ancora Di Maio: “Nelle lettere della Ue ci sono delle cose assurde. A dicembre, la Ue ci ha fatto sapere che dovevamo fare meno investimenti, perché la commissione non ci ha concesso tutti i margini che gli chiedevamo. Oggi ci dicono: no, avete fatto pochi investimenti. Allora si decidano, sono troppi o troppo pochi? Io credo che su questi aspetti le cose vadano cambiate”.

 “Io – continua Di Maio – avevo apprezzato il presidente della Commissione Juncker quando disse che le politiche di austerità imposte alle Ue erano state troppe dure. Però con la lettera che mandano all’Italia dimostrano di aver avuto un comportamento elettorale, non c’è un vero e proprio ripensamento delle politiche di austerity”.

A proposito del ritiro da parte di Fiat Chrysler della proposta di fusione avanzata a Renault, Di Maio aggiunge: “Questo dimostra che quando la politica cerca di intervenire nelle procedure economiche non sempre fa bene. Poi non mi esprimo ulteriormente, perché se Fca Chrysler ha ritirato la proposta non ha visto la convenienza o altro”. 

Poi c’è il caso di ArcelorMittal, che metterà in cassa integrazione 1400 lavoratori dell’Ilva: “Sono un po’ Stufo di aziende che firmano gli accordi e poi non li rispettano.  Sull’ilva ci incontreremo la settimana prossima, ma devono tener fede agli accordi, ci sono oltre 13mila persone impiegate”. Il ricorso alla cig “è una notizia che approfondiremo”.  
 

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Babà Napoli

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