Emicrania, anche i bambini ne soffrono


SOFFRONO di emicrania anche i bambini e gli adolescenti, e pagano un prezzo alto: giorni di scuola saltati, perfino anni scolastici che si perdono. I bambini emicranici non riescono a studiare o a guardare la Tv e sono infastiditi da luce e rumore. E un adolescente emicranico sta chiuso in casa, non esce.

 “L’emicrania nei bambini è sottostimata e spesso la diagnosi arriva incredibilmente tardi: secondo un nostro studio anche due anni dopo l’insorgenza del disturbo, che si può manifestare anche intorno ai 4-5 anni d’età”,  ha detto Bruno Colombo, responsabile del Centro Cefalee del San Raffaele di Milano, a latere del 13mo congresso della European Headache Federation in corso ad Atene, fino a oggi primo giugno. Spesso i sintomi dei bambini vengono confusi con problemi di altra origine: si pensa che il loro mal di testa sia dovuto a problemi di vista e a disturbi gastrointestinali se vomitano o hanno nausee, o a malattie otorinolaringoiatriche se soffrono di vertigini. “Invece andrebbero colti i segni precursori dell’emicrania, per evitare che un disturbo episodico cronicizzi nella fase adulta, rivolgendosi al pediatra che potrà indicare lo specialista o il centro adatto”, aggiunge lo specialista.  

Il mal di testa preferisce le ragazze

Non abbiamo numeri definitivi sui bambini e gli adolescenti emicranici, ma sappiamo con certezza che mentre prima della pubertà il disturbo colpisce in maniera simile i maschi e le femmine, con lo sviluppo la frequenza raddoppia nelle ragazze, e che questo scarto a svantaggio delle donne dura per tutta l’età fertile fino alla menopausa.

Le terapie

Come si affronta l’emicrania nei più giovani? “Nei giovani pazienti emicranci – riprende Colombo – proviamo con Q10, vitamina B2 gingko biloba, prima di passare ai farmaci”. Ma quali? “L’emicrania di bambini e adolescenti si tratta con gli stessi principi attivi utilizzati anche negli adulti – dice a margine del congresso europeo Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro cefalee dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – quindi per calmare l’attacco acuto si usano i Fans, gli antinfiammatori non steroidei, o il paracetamolo. Per quanto riguarda i triptani, farmaci di prima scelta nel trattamento dell’attacco nell’adulto, abbiamo una grossa limitazione di legge: l’unico prodotto di questo tipo che può essere usato tra i 12 e i 18 anni è il sumatriptan, a un dosaggio troppo basso per un adolescente. In realtà parliamo di farmaci la cui sicurezza è dimostrata anche in età pediatrica tanto è vero – ragiona Valeriani – che negli USA le maglie sono molto più larghe rispetto all’Europa”.

La profilassi

Anche nella profilassi, cioè per ridurre la frequenza degli episodi di emicrania, per i bambini e gli adolescenti “si utilizzano gli stessi farmaci degli adulti – dice Valeriani –  per esempio  i betabloccanti, i calcioantagonisti, gli antidepressivi triciclici, anche gli antiepilettici. Ma si spera che la situazione cambierà: stando agli studi registrativi ci sarà in futuro negli adulti la possibilità di usare anticorpi monoclonali contro l’emicrania, cosa che non è prevista fino ai 18 anni.  Tuttavia, partiranno tra la fine dell’anno in corso e l’inizio del prossimo, studi che valuteranno questi prodotti nuovi sull’età pediatrica e ai quali noi come centro cefalee del Bambino Gesù parteciperemo. Gli anticorpi monoclonali oltre ad essere efficaci, hanno dimostrato negli adulti effetti collaterali veramente ridotti rispetto agli altri farmaci, utilizzati anche nei bambini e che a volte hanno su di loro effetti collaterali importanti sul comportamento – sonnolenza, stati depressivi, calo dell’attenzione – e nel fisico (alcuni fanno perdere peso, altri favoriscono l’obesità)”. 

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