Eolico alleato delle acciaierie con i contratti di lungo periodo – Repubblica.it


MILANO – Con gli impianti fotovoltaici è già successo. Ora arriva anche la prima volta per l’eolico. Uno dei più importanti gruppi siderurgici italiani, Duferdofin Nucor (nato dall’alleanza tra Duferco e Nucor) ha sottoscritto un contratto della durata di 7 anni per alimentarsi direttamente da un campo eolico. A fornire l’energia sarà il gruppo Fera, nato nel 2001 e attivo nel settore delle rinnovabili. Si tratta, nel settore eolico del primo Ppa (power purchase agreement), in sostanza una fornitura dedicata a un privato che si assicura elettricità a un prezzo prefissato per un periodo di tempo stabilito, in modo da mettersi al riparo da fluttuazioni di prezzo sul mercato, mentre il produttore si assicura un rendimento cero anche senza bisogno di incentivazione.

In Italia, i contratti di acquisto di energia per lunghi periodo sono già stati sottoscritti tramite campi fotovoltaici (in partecipare nel sud Italia), ma per l’eolico è una prima volta se si esclude l’accordo quadro del gruppo Axpo con European energy. Come funziona l’accordo? L’energia elettrica (circa 200 GWh) verrà generata da un nuovo impianto eolico che il gruppo Fera sta
realizzando nel nord Italia e sarà acquistata tramite un Ppa a prezzo fisso per 7 anni da DXT Commodities, un trader specilizzato, che la rivenderà alle acciaierie. Duferdofin Nucor,  specializzata nella produzione di travi e di laminati, ha sede a San Zeno Naviglio in provincia di Brescia e dispone di quattro impianti nel nord Italia

“L’accordo – ha commentato Cesare Fera, presidente del gruppo omonimo – consente l’entrata in esercizio del parco eolico, composto da turbine Enercon, contribuendo ad incrementare la generazione di energia rinnovabile in Italia ed a ridurre le emissioni di CO2 di quasi 15.000 tonnellate l’anno”. Per il gruppo siderurgico guidato da Antonio Gozzi, un modo per “dare un contributo importante al sistema agendo da catalizzatori per lo sviluppo delle fonti rinnovabili non incentivate e beneficiare allo stesso tempo di un valido prezzo fisso a lungo termine”. Oltre che per dare un contributo alla lotta al climate change anche da parte dell’industria energivora.

Per molti operatori, i Ppa sono uno dei possibili strumenti per rilanciare l’attività delle rinnovabili che in questo momento in Italia segnano il passo. Anzi secondo Nicola Stricchiola, uno dei responsabili di  DXT Commodities “in un contesto come quello attuale di assenza di incentivi, i Ppa rappresentano l’unica vera risposta agli sfidanti target di sviluppo delle Fer a livello italiano ed internazionale”. Magari non il solo, ma sicuramente un volano importante.
 

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