European Research Council, Mauro Ferrari sarà il nuovo presidente


ROMA – Sarà Mauro Ferrari a guidare l’European Research Council. Lo ha annunciato l’ente scientifico internazionale che sarà guidato da Ferrari a partire da gennaio 2020, allo scadere del mandato dell’attuale presidente Jean-Pierre Bourguignon. “E’ un onore essere stato scelto per guidare il Consiglio europeo della ricerca”, ha commentato Ferrari che lavorerà da Bruxelles con un incarico della durata di quattro anni.

Nato a Padova nel 1959, dopo la laurea in Matematica all’Università di Padova ha proseguito gli studi negli Stati Uniti, insegnando Ingegneria meccanica, Medicina interna e Ingegneria Biomedica alla Ohio State University. All’Erc è stato scelto per succedere a Bourguignon per “la sua eccezionale carriera accademica interdisciplinare, con la sua comprensione del valore sociale della scienza, la sua forte leadership e le eccezionali capacità comunicative” spiega Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, l’innovazione e la scienza.

Nel 2014 Ferrari aveva fatto parte della commissione chiamata a valutare il metodo stamina, sollevando critiche nel mondo scientifico per aver definito il metodo “il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia” in un’intervista a Le Iene. Un’apertura che su Nature gli era valsa critiche dirette, nonché una lettera allarmata sottoscritta da importanti ricercatori italiani e inviata all’allora ministra della Salute Lorenzin.

Il Consiglio europeo della ricerca, istituito dall’Unione europea nel 2007, è finanziato esclusivamente attraverso il bilancio europeo come parte dell’attuale programma Orizzonte 2020. Ogni anno seleziona e finanzia i migliori ricercatori di qualsiasi nazionalità ed età – unico criterio di valutazione è l’eccellenza scientifica – per gestire progetti basati in Europa. Dal 2007, sono stati selezionati 9000 progetti da finanziare attraverso concorsi aperti, e oltre 110.000 articoli che riconoscono il supporto dell’Erc sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. I beneficiari dell’Erc hanno vinto prestigiosi premi, tra cui 6 premi Nobel, 4 medaglie Field e 5 premi Wolf. L’Erc ha già consentito ai ricercatori di perseguire strade promettenti che portano a scoperte scientifiche come la prima immagine di un buco nero, importanti progressi nella ricerca sul cancro o l’individuazione precoce di difetti di sicurezza nei processori di computer.


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