Fair play finanziario, Zhang: “Serve più flessibilità”. Agnelli chiede tempi brevi per le sanzioni


MILANO – Un’evoluzione del fair play finanziario, tempi più rapidi per le indagini contro i club sospettati di non aver rispettato le regole e maggiore flessibilità. E’ quanto chiedono Andrea Agnelli e Steven Zhang, intervenuti al convegno ‘Does Financial Fair Play matter’, svoltosi all’Università Bocconi di Milano. “Le regole sono importanti – ha evidenziato il presidente  della Juventus –  ma lo è anche il rapporto con le sanzioni. L’Uefa può intervenire ormai con 18 mesi di ritardo, questo deve cambiare”. Il numero uno dell’Eca ha anche sottolineato l’importanza di un “continuo dialogo” con il massimo organismo del calcio europeo: “Vogliamo più trasparenza, sarebbe utile anche per la Camera Giudicante dell’Uefa. I macro-casi sono facili da notare, non lo so quelli più piccoli. Sarebbe salutare introdurre un accounting standard per l’intero sistema calcio”.
 
“Il fair play finanziario è importante – ha spiegato invece il numero uno dell’Inter, Steven Zhang  – ma ci sono diversi miglioramenti da apportare, in particolare in occasione dei cambi di proprietà. Credo che la direzione sia quella giusta, però serve una maggiore flessibilità. All’inizio della mia esperienza all’Inter parlavamo solo di fpf. Prima di sbarcare nel calcio Suning era una azienda retail, io non avevo mai visto una partita in vita mia. Il problema principale per noi è stato capire come funzionasse. La direzione è giusta, penso si possa migliorare passo dopo passo”.
 
Zhang si è soffermato anche sul tema dei diritti tv: “I ricavi possono crescere ancora, ma serve una maggiore attenzione ai mercati internazionali, come Usa e Cina. In altri continenti è difficile mandare in onda certe partite, magari alle tre di notte, che vengono viste da pochissimi spettatori. E’ per questo che a volte gli highlights valgono più delle gare perché nessuno le guarda per tutti i 90 minuti. Bisogna pensare molto anche ai social media e alle app. Dobbiamo imparare, come club, dalle società di Premier League, che sanno come migliorare le loro risorse. Solo così potremo attrarre giocatori ancora più importanti e rendere più competitivo il campionato italiano”.

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Carlo Verdelli
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