Festival con Saviano e Zerocalcare, Franceschini richiama il sindaco dell’Aquila: “No ingerenze, assicuri lo svoglimento”


E alla fine interviene il ministro dei Beni culturali. La disputa innescata dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – che vuole impedire il festival in città con Roberto Saviano e Zerocalcare – vede l’ingresso in campo di Dario Franceschini. Che richiama il primo cittadino di Fratelli d’Italia.

“La invito – dice Franceschini – a porre in essere tutti gli atti volti ad assicurare lo svolgimento del Festival secondo il programma previsto che, come ho già ribadito nei giorni scorsi e alla luce di quanto sopra illustrato, non può né deve essere oggetto di alcuna pressione e interferenza politica”.

È l’ultimo episodio di uno scontro cominciato l’11 agosto quando il sindaco di Fratelli d’Italia ha detto no al cartellone programmato per il decennale del terremoto che prevedeva la presenza di molti artisti ed esponenti della cultura, tra cui anche Saviano e Zerocalcare. Finiti nel mirino del primo cittadino.

Eppure il cartellone era stato approvato e finanziato dal ministero dei Beni culturali nel periodo del governo gialloverde. Lo scorso weekend – ospite di Atreju – il sindaco aveva rincarato la dose definendo la rassegna una “carnevalata di sinistra” e aggiungendo che L’Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di cose”.

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La direttrice artistica della rassegna, Silvia Barbagallo – organizzatrice di eventi come Più libri più liberi – ora dice: “Finalmente. Le parole di Franceschini sono molto importanti perché ripristinano il racconto di quello che è stato il nostro lavoro e ne proteggono la correttezza. Non credo che l’intervento del ministro basti a risolvere tutto. Ma è importante sottolineare il suo no all’ingerenza della politica nel mondo della cultura. È fondamentale per tutti gli eventi culturali perché questo caso era diventato un po’ emblematico”. 

Il veto di Biondi è per ora determinante: perché il sindaco non sta sbloccando i fondi all’ente attuatore della rassegna, che è aquilano; e in più serve la sua autorizzazione per i luoghi del festival, che sono quasi tutti comunali. Ma l’intervento di Franceschini riporta il caso sotto i riflettori.

 


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Carlo Verdelli
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