Fine vita, Mantero (M5S): “Finora il Parlamento ha fallito ma dopo la sentenza della Corte saremo più liberi di legiferare”


“Ci assumiamo le nostre responsabilità. In un anno il Parlamento non è riuscito a rispondere alla sollecitazioni della Corte costituzionale sul fine vita. Abbiamo fallito ma, dopo la sentenza della Consulta, ci saranno le condizioni per lavorare”. Matteo Mantero, senatore M5S, già nell’ottobre del 2018 depositò un disegno di legge in materia di eutanasia. Oggi – con Monica Cirinnà (prima firmataria), Tommaso Cerno, Riccardo Nencini, Paola Nugnes, Roberto Rampi – presenta in Senato un’altra proposta sulla “tutela della dignità nel fine vita”. Aspettendo, intanto, la decisione della Corte costituzionale.

La Consulta un anno fa, partendo dal caso Fabo, ha chiesto al Parlamento di legiferare sul fine vita. Le Camere non hanno risposto. Vi sentite in colpa come legislatori?
“Non è la prima volta che il Parlamento abdica al suo ruolo di legislatore non riuscendo a trovare l’accordo su una legge. Ci assumiamo la responsabilità del fallimento. Ma io a ottobre del 2018 avanzai una proposta su questi temi. I colleghi della Camera, riprendendola in parte, hanno fatto un ottimo lavoro. Purtroppo alla fine non si è riusciti a trovare un compromesso. La proposta di legge della Lega per esempio era inaccettabile perché manteneva il reato di suicidio assistito, sia pure con pene ridotte.

Teme le pressioni della Chiesa sulla politica?
“Quelle ci sono state e ci saranno. Ma se la Corte costituzionale sancirà il principio che il suicidio assistito è legittimo in determinate condizioni, per il Parlamento il campo sarà più sgombero, sarà libero da temi ideologici e potremo finalmente riconoscere il diritto all’autodeterminazione, a vivere e morire in modo dignitoso, e la legittimità dell’aiuto al suicidio in determinate condizioni”.

Lei è favorevole anche all’eutanasia oltre che al suicidio assistito?
“Sul suicidio assistito è più facile trovare l’intesa in Parlamento, perché la volontà del malato di avere questo tipo di trattamento è chiara con l’autosomministrazione del farmaco. Io personalmente ritengo più corretta l’eutanasia, con il trattamento somministrato dal medico, anche per evitare discriminazioni: non tutte le persone sono in grado di procedere da sole al trattamento e poi io ritengo sia eticamente sbagliato costringere una persona a somministrarsi da sola un trattamento letale. Nel disegno di legge che presentiamo oggi sono previste entrambe le ipotesi, sia suicidio assistito che eutanasia”. 

Crede che con il governo giallorosso il clima sia più favorevole per una legge in materia?
“Penso che il governo debba astenersi da questi temi e lasciar lavorare il Parlamento. E comunque la composizione delle Camere è la stessa”.
   


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Carlo Verdelli
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