Giornalista picchiato, Di Maio: “Attenzione a non far salire la tensione nel Paese”. Fiano (Pd): “Superato il limite”


Stefano Origone, cronista di Repubblica, a terra che urla agli agenti “sono un giornalista”. E più tardi spiega: “Ho gridato che ero lì per lavoro ma loro non si fermavano”. Una scena – quella di Origone preso a botte (due dita fratturate, una costola rotta, un trauma cranico) – che scuote anche il mondo politico.

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Il leader M5S, Luigi Di Maio, ospite di Agorà dice: “Quello che è successo ieri in piazza a Genova ci deve far ricordare che non è il caso di far salire la tensione in questo Paese”. Un messaggio che sembra rivolto anche al responsabile del Viminale: “In questo Paese si cerca di soffiare sul fuoco di ultradestra contro centri sociali”.

“Si è superato il limite proprio in una città – Genova – che dovrebbe ricordare alle forze dell’ordine che quel limite non va superato”, dice il deputato Pd Emanuele Fiano, oggi responsabile nazionale riforme del partito, che per molti anni si è occupato di sicurezza e si è sempre battuto nel contrasto alle organizzazioni neofasciste. “I questori e i prefetti devono sapere – continua – che iniziative di gruppi così estremisti possono essere foriere di problemi di ordine pubblico. E la risposta non può essere la violenza contro chi protesta. Questori e prefetti possono valutare di dover impedire o spostare certe iniziative. Anche perché viviamo negli ultimi mesi o anni un crescendo di attività neofasciste nel nostro Paese. Forze che hanno rialzato la testa e spesso mettono nel mirino proprio i giornalisti. Forse pensano di avere un maggior livello di impunità”. Ma c’è un cambio di clima che contribuisce a rendere possibili certi episodi nella gestione dell’ordine pubblico? “La stragrande maggioranza delle forze dell’ordine agisce nella tutela delle libertà costituzionali ma io ricordo con preoccupazione un discorso di Salvini a Pontifa. Diceva che ‘la polizia deve avere le mani libere’. Qualcuno potrebbe averlo letto come la concessione di una franchigia”.

Il Pd, intanto, con un’interrogazione ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Salvini di riferire su quanto accaduto ieri a Genova.

Matteo Salvini per ora se la prende con i centri sociali: “Ovviamente esprimo vicinanza al collega giornalista ma ogni volta che ci sono di mezzo i centri sociali c’è casino. Non a caso nel decreto sicurezza bis inaspriamo le pene contro chi scende in piazza mascherato, armato e aggredisce gli operatori delle forze dell’ordine. Vi pare normale scendere in piazza con casco e bastone?”.

 


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