Giuseppe Provenzano è il nuovo ministro del Sud del governo Conte bis


Tra i suo migliori amici c’è il novantenne Emanuele Macaluso. Un riferimento da sempre per il trentenne Giuseppe Provenzano, appena nominato ministro del Sud nel governo Conte-bis che sigla l’intesa tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico. Provenzano, 37 anni, laureato in Giurisprudenza a Pisa e specializzato alla scuola di eccellenza superiore Sant’Anna, ha sempre condotto ricerche sul Mezzogiorno arrivando a ricoprire il ruolo di vicedirettore dello Svimez. Ma parallelamente alla ricerca ha svolto attività politica, seguendo i consigli del “maestro” Macaluso, per lui un riferimento fin da ragazzino: entrambi provengono dalla provincia di Caltanissetta. A Macaluso ha appena dedicato il suo ultimo libro, “La sinistra e la scintilla”, una narrazione molto critica del renzismo e della perdita di alcuni valori sociali della sinistra in anni recenti.

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“Il segretario Zingaretti con cui ho attraversato questo agosto travagliato, mi ha chiesto di far parte della squadra di un governo che dev’essere di svolta – le prime parole di Provenzano da ministro –  lo ringrazio per questo, ma non solo.

Ho sentito in queste ore tutto il peso dei dubbi e delle responsabilità. Tornerò più avanti sulle ragioni politiche della scelta del Pd. Il pensiero va a molte persone, in questo momento. Non posso citarle tutte, ma una sì:Andrea Orlando compagno e punto di riferimento in questi anni di battaglie, che ieri ci ha regalato una grande lezione umana e politica. Ho accettato la proposta del Presidente Giuseppe Conte perché il Sud è il cuore della questione italiana ed europea, ma può essere anche la soluzione. Il Mezzogiorno è stata la mia professione, sarà per sempre la mia vocazione. L’impegno è ora di svolgere questa alta funzione con disciplina e onore”.

Un altro suo grande amico è Gianni Cuperlo, che lo aveva proposto anche per il ruolo di sottosegretario nel governo Renzi, nomina poi sfumata. Da componente della direzione nazionale del partito nel 2018 rifiuta la candidatura alle Politiche in polemica con la scelta dell’allora segretario Renzi di candidare in Sicilia la figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale: “No grazie”, disse in una infuocata riunione. Il nuovo segretario dei dem, Nicola Zingaretti, lo vuole invece nella sua squadra con la delega del Lavoro: non a caso il suo nome è stato in bilico fino all’ultimo anche per ricoprire il ruolo del dopo Di Maio al ministero del Lavoro.

Provenzano, che nel partito è considerato uno che le cose le dice in maniera schietta, a volte fin troppo procurandosi anche qualche inimicizia,  è stato componente dell’assemblea dem in Sicilia nel 2010, criticando la scelta del partito di sostenere l’allora governo di Raffaele Lombardo. Con il governo Crocetta ha lavorato nello staff dell’assessore all’Economia Luca Bianchi, direttore dello Svimez  con il quale Provenzano ha firmato diverse pubblicazioni, tra i quali lavori sulla condizione del lavoro femminile al Sud. E’ stato anche consulente di Andrea Orlando nel 2013 al ministero dell’Ambiente e di Giovanni Legnini quanto era sottosegretario alle Finanze nel 2014. Insomma, giovane ma con una lunga esperienza di ricerca, sul Sud, e politica dentro il Partito demecratico in Sicilia e a Roma.


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