Governo, Conte. “La priorità della manovra è bloccare l’aumento dell’Iva. E apre alla tassa di 1,5 euro sui voli internazionli”


 “Questo pomeriggio viene Orban: chiedete a lui perchè non ha seguito Salvini. La Lega s’è trovata isolata, con altre forze più a destra di Visegrad. L’Italia dai paesi di Visegrad raramente è stata sopportata, a partire dai migranti”. Giuseppe Conte si presenta nella fossa dei leoni, la platea di Atreju, la kermesse annuale di Giorgia Meloni, e attacca l’ex alleato. Il pubblico rumoreggia un po’ all’inizio, viene richiamato all’ordine con un paterno “sù ragazzi” dall’intervistatore Bruno Vespa. Solo alla fine si alza il coro “elezioni, elezioni”. Il premier non gradisce però un accostamento con il Pd che arriva dalla platea: ” Preciso che non ho mai avuto una tessera di partito, non ho mai partecipato neanche ad un convegno del Pd”.

Naturalmente Vespa incalza Conte sulla manovra economica, gli chiede dove si troveranno i soldi. Per esempio per sterilizzare l’aumento dell’Iva che il premier conferma di volere bloccare. E di fronte alle domande alla fine si cava di impaccio con una battuta: “Il dottor Vespa mi vuole fare rivelare i contenuti della manovra”. Ma evidentemente non può e ripete più di una volta  che il governo sta ragionando e simulando diverse proposte. Dice però che “è chiaro che il vero ostacolo, e quindi il vero risultato, sarà evitare l’incremento dell’Iva. Nella manovra potremo solo dare dei primi significativi assaggi del progetto politico. Ho preteso, ad esempio, asili nido gratuiti per famiglie con redditi medi e bassi”.  Si parla anche di tasse sulle merendine e di altri modi per trovare denari. “Mi pare praticabile”  – dice Conte, quando Vespa gli chiede di un aumento di 1,5 euro sui biglietti dei voli internazionali .

Precisa anche qualcosa sul famoso fuori onda con la Merkel. “Non ho mai ritenuto di dover chiarire dei frammenti di un’ampia conversazione che si è svolta tra me e la Merkel. – dice – Era una chiacchiera un po’ rilassata. Vedo che Salvini su questo ci sta ricamando tantissimo. Non mi sarei mai permesso di denigrare una forza politica che sosteneva quel governo. Eravamo nella prospettiva di una competizione europea e io dicevo che la Lega, dal suo punto di vista, si stava predisponendo ad una campagna molto ‘anti’ e il rischio dell’isolamento, dal mio punto di vista, era evidente”.

Parla anche di Matteo Renzi, del suo ruolo nel nuovo quadro politico. “Io Renzi non l’ho mai sentito prima di essere incaricato. – dice – Durante la formazione del governo non l’ho sentito. Mi ha chiamato la sera prima della formazione del suo nuovo partito. Io sono stato chiaro: se mi avessi avvertito io avrei preteso che nel tavolo della formazione avvenisse il confronto anche con il suo gruppo prima di andare al Parlamento”. Perchè, ricorda lui ha parlato e trattato con il segretario dem Nicola Zingaretti e le delegazioni del partito. E adesso deve fare i conti con una situazione nuova e diversa. Comunque Conte non crede che l’ex premier sia un ‘demolition man’ . Non ho motivo di crederlo”, assicura

il premier dice anche che con i grillini ha una certa dimistichezza perchè ha lavorato con loro più di un anno. E trova che da quando sono entrati al governo hanno modificato il loro atteggiamento, perchè una cosa è declamare  dall’opposizione, una’altra misurarsi con i problemi del governare. Adesso sta prendendo confidenza con i nuovi alleati dem. Dice comunque che “Il M5S è stata una forza anti-sistema che ha avuto un ruolo di rottura, di pungolo rigenerante per il sistema”.

La platea si scalda quando Vespa introduce il tema dei migranti. La domanda raccoglie applausi ed entusiasmo. Conte glissa dicendo a Vespa che l’applausometro indica buone chanche per lui. Ai militanti replica ironico: “Vedo che avete la soluzione per ttutto”.  Rivela, isa questa parola,  che ne ha parlato molto con Macron. “Sarò testardo, ma noi non possiamo accettare che la ripartizione non tenga conto dei migranti economici. Su questo nondarò tregua a Macron. E anche alla Merkel, Dobbiamo avere un meccanismo di ripartizione automatica europeo. All’inizio dicevo che dovevano partecipare tutte i 28 Stati. E su questo punto non ho mutato posizione. Non terremo i migranti da soli sul nostro territorio”. Infine una battuta sul suo futuro: “Il presente è già tanto sfidante, mettermi qui a ragionare del futuro è un salto nel buio. Io lo dico sinceramente, ho avuto anche la disponibilità di continuare a fare il premier. Posso sposare un progetto politico se serve al Paese”.

 


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Carlo Verdelli
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