Governo, Di Maio attacca su autonomie e Arata: “Tentò di sabotare i 5S”. Salvini: “Il futuro? Siamo nelle mani di Dio”


Il governo continua a vivere giornate di assoluta tensione, tra le frizioni su Tav, autonomie e caso Moscopoli. E Matteo Salvini non scioglie le riserve sul futuro dell’esecutivo. “Non ho incontri in agenda. Per il futuro siamo nelle mani del buon Dio”, ha detto rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se avesse in agenda un incontro con l’altro vicepremier Luigi Di Maio. Più tardi addolcisce un po’ i toni: “Prima o poi, certamente”, risponde alla domanda su un faccia a faccia con il capo politico 5Stelle. Mentre Di Maio dice:  “Io ho proposto a Salvini di vederci perché le persone adulte si vedono e si parlano, tutto qua. Più di proporlo non so che fare, ora tocca a lui”. Ma più tardi il leader 5Stelle lancia accuse pesanti sull’autonomia e sul caso Arata: “Se qualcuno sta giocando a spaccare il governo o l’Italia, questo non lo permetteremo a nessuno”, dice.

Salvini continua anche ad attaccare il ministro delle Infrastrutture Toninelli:  “Ci sono troppe infrastrutture bloccate dal ministero dei Trasporti. Il Mit deve aiutare la gente a viaggiare e non bloccare porti, aeroporti, ferrovie, tunnel, autostrade. Il vero problema è il blocco di centinaia di opere pubbliche”. E critica Toninelli che replica: “Dire che io sono il ministro dei blocchi stradali è come dire che Salvini è un ministro che non blocca le Ong”.

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Ma c’è sempre il caso Moscopoli a inseguire Salvini. Soprattutto in vista delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte, previste mercoledì sul Russiagate in Senato. “Riferirà?”, chiedono i giornalisti a Salvini. E lui: “Mi occupo di vita reale: la vita reale è questa, l’antimafia, l’antidroga, l’anticamorra, l’antiracket, non le fantasie o film di spionaggio senza nessun fondamento concreto”. E ancora: “Poi, se avessi qualche dubbio, qualche problema sarei corso l’Italia ha problemi veri che non passano né da Mosca né da Madrid né da Washington”.

Le opposizioni insorgono per la scelta di Salvini di ignorare le richieste di riferire in aula: Il Presidente della Camera Fico – dice il capogruppo di Leu Fornaro – scrive al Governo che diversi gruppi della Camera chiedono al Ministro dell’Interno di venire a riferire sulla vicenda Savoini-Russia. In una democrazia parlamentare come la nostra il Ministro risponde e concorda una data. Salvini, invece, neppure si degna di rispondere al Presidente della Camera con un gesto che offende tutti i deputati, nessuno escluso. Matteo Renzi attacca: “Mercoledì sarò in Senato. Il presunto premier, Conte, farà una comunicazione sullo scandalo russo e pare che Salvini si sia iscritto a parlare non dai banchi del governo ma dai banchi della Lega. Ho chiesto al presidente Marcucci di parlare anche io, subito prima di Salvini: almeno per una volta vediamo se il leader leghista evita di fuggire dal dibattito”. E il capogruppo Pd: “Salvini scappa dal Parlamento sulla trattativa per finanziare il suo partito con fondi neri della Russia ma fugge anche dalla Commissione Antimafia che aveva chiesto di sentirlo già da diversi mesi. Fatto altrettanto inaudito”.

 


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