Governo, fumata nera sulla flat tax. E Salvini lascia il vertice a Palazzo Chigi in anticipo


ROMA – Nel bel mezzo del vertice economico a Palazzo Chigi, Matteo Salvini ribadisce che la Flat tax nella nuova manovra dovrà esserci. E che bisognerà iniziare a lavorarci fin d’ora, a prescindere dalle operazioni tese a evitare la procedura di infrazione Ue. È a quel punto che – raccontano i presenti – prende la parola il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Per incalzarlo. E chiedere come intenda coprire la tassa piatta, con quali risorse, attingendo a cosa. C’è un pacchetto pronto, gli risponde il vicepremier, che la Lega presenterà a breve e che sarà dotato della copertura necessaria.

“E ora perdonatemi ma avevo precedenti impegni al Viminale”, dice il ministro dell’Interno, che lascia lì col premier Giuseppe Conte e il titolare del Tesoro anche i responsabili del M5S: il capo Luigi Di Maio, il ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro e la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli. Salvini lascia nella sala il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti e il viceministro Massimo Garavaglia. Assieme ai tecnici di via XX settembre, guidati dal direttore generale del Mef, Alessandro Rivera.

Trascorrerà meno di un’ora dall’uscita da Palazzo Chigi del vicepremier leghista e, intorno alle 12, parte la diretta Facebook di quasi mezz’ora sui tetti del Viminale. Camicia bianca e “occhio ai gabbiani che scendono in picchiata”. Il vertice urgente per evitare la procedura di infrazione era stato già rinviato alla prossima settimana.

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