Governo giallo-rosso, le tappe di Conte e la squadra: crescono le donne


A grandi passi verso il Conte 2. Dopo giorni di trattative febbrili e incontri tra M5S e Pd, è arrivata la settimana decisiva per il (probabile) governo giallorosso. Il calendario prevede alcune tappe forzate, con il passaggio al Colle prima e la fiducia alla Camera ipotizzabile tra venerdì e sabato.

I primi passi, però, sono altrettanto importanti: il premier incaricato Giuseppe Conte dovrebbe concludere le proprie consultazioni oggi, incontrando un gruppo di terremotati del Centro Italia e una delegazione di persone disabili. Poi dovrebbe riunire nuovamente i capigruppo pentastellati e dem per mettere a punto una sintesi di questi giorni di riunioni a Palazzo Chigi. Il nodo vicepremier rimane ancora il più delicato: la soluzione – ipotizzata dallo stesso Conte – potrebbe essere quella di riconfermare lo schema con due vice del precedente esecutivo, nominando Luigi Di Maio per il M5s e Dario Franceschini per il Pd.

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Definita con precisione la compagine governativa, domani si terrà dalle 9 alle 18 il voto online su Rousseau e la direzione nazionale del Partito democratico, che potrebbero dare il via libera al nuovo governo. Ecco allora che mercoledì 4 settembre Conte potrebbe tornare dal presidente della Repubblica, per sciogliere positivamente la riserva. L’intenzione è quella di presentare un documento programmatico finale e una lista dei ministri, sui qualI ovviamente confrontarsi con Sergio Mattarella.

Riparte il totoministri

Quanto alla squadra, ieri Conte intervenendo alla Festa del Fatto Quotidiano ha ribadito di non volere un esecutivo solo al maschile. Pertanto l’ultimo aggiornamento del totoministri dà in aumento la presenza femminile. Al Viminale salgono infatti le quotazioni di Luciana Lamorgese, ex prefetto di Milano. Vengono accostati alla poltrona che è stata di Matteo Salvini anche i nomi dell’attuale capo della Polizia Franco Gabrielli, quello del suo predecessore Alessandro Pansa o dell’ex capo dell’Anac Raffaele Cantone. In discesa un altro prefetto, Mario Morcone.

In pole per il ministero del Lavoro un’altra donna, Teresa Bellanova, già sottosegretaria per questo stesso dicastero. In alternativa Giuseppe Provenzano, che però potrebbe essere dirottato verso le Politiche giovanili.  Mentre alla Cultura potrebbe andare la renziana Anna Ascani, vicepresidente Pd.

Nel caso Di Maio diventi anche vicepremier, a lui potrebbe andare il nuovo ministero per il Sud. Altrimenti il leader M5s è papabile per la Farnesina. Alla Giustizia potrebbe essere riconfermato l’attuale ministro Alfonso Bonafede. All’Economia la riconferma di Giovanni Tria sembra poco probabile. In questo caso si parla di tecnici: Carlo Cottarelli, Daniele Franco, ex ragioniere dello Stato, e Dario Scannapieco, ex vicepresidente della Bei.
All’Istruzione potrebbe il senatore cinquestelle Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia. Mentre per lo Sviluppo economico si fa il nome di Stefano Buffagni, attuale sottosegretario alla presidenza. Per gli Affari europei spunta la candidatura di Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo della Regione Lazio.
 


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Carlo Verdelli
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