Governo, la sfida di Speranza: abolire il superticket sanitario


Roberto Speranza punta all’abolizione del superticket sanitario. L’obiettivo del neo ministro della Salute appena insediato dopo il giuramento al Quirinale è ambizioso, ma altrettanto chiaro. Ridurre le diseguaglianze in un Paese in cui, dopo la crisi, “ci sono ancora pochi che stanno benissimo e molti che non ce la fanno”. L’abolizione del superticket riguarderebbe il contributo fisso di dieci euro a ricetta su visite ed esami ambulatoriali, che fu deciso dal governo Prodi nel 2007, ma introdotto, in realtà, da Silvio Berlusconi nella manovra finanziaria del 2011 e si aggiunse ai 36 euro del ticket normale sulle prestazioni sanitarie.

Speranza non usa giri di parole e dice “non solo basta tagli alla sanità, ma chiedo, a partire dalla prossima manovra finanziaria, più risorse per la sanità”. Il “superticket” è stato finora un balzello praticamente obbligatorio per tutte le regioni, che in caso contrario avrebbero dovuto garantire comunque allo Stato lo stesso gettito subendo gravi penalizzazioni. Tanto che finora solo alcune amministrazioni regionali sono riuscite non ad abolirlo, ma a rimodularlo.

Aumentando le fasce di esenzione a macchia di leopardo. A seconda delle diverse condizioni di bilancio. Il costo complessivo del superticket è di circa ottocento milioni di euro, ma la proposta di legge depositata da Liberi e Uguali, il partito del ministro Speranza stima che l’eliminazione determinerebbe mancati introiti per solo 600 milioni. La copertura dell’abolizione sarebbe garantita “non solo dalle risorse già stanziate dalla legge di bilancio dal 2018, 60 milioni di euro annui nell’arco del triennio 2018, 2019 e 2020 – è scritto nel testo del provvedimento – ma anche le maggiori entrate provenienti dall’abolizione della deduzione forfettaria dei canoni di locazione, che è pari al 35 per cento per le cosiddette dimore storiche e da cui si ricava un gettito accertato di 545 milioni di euro annui”.

In una regione come la Lombardia che rappresenta circa il 16 per cento del totale della spesa sanitaria la cancellazione costerebbe 100 milioni. Da aggiungere all’aumento già previsto del fondo sanitario nazionale per tutti di due miliardi per quest’anno più un altro il prossimo anno. Scettico l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera di Forza Italia. “Finora tutti i ministri della Salute che si sono succeduti hanno promesso l’abolizione del superticket. Se ci danno le risorse benissimo. Da noi – puntualizza – il 60 per cento dei pazienti e il 75 delle prestazioni sono già esenti”.


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Carlo Verdelli
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