Hiv, allarme dell’Unicef: “Ogni 2 minuti un adolescente contagiato”


TRE milioni di bambini e adolescenti sieropositivi, e ogni giorno si contagiano quasi 700 adolescenti tra i 10 e 19 anni, uno ogni due minuti. Anche se entro il 2030 il numero di nuovi contagi da Hiv tra i bambini sotto i dieci anni sarà dimezzato, quello tra gli adolescenti calerà solo del 29%. Progressi che avanzano troppo lentamente, denuncia l’Unicef nel rapporto Bambini, Hiv e Aids: il mondo nel 2030, lanciato in vista della Giornata mondiale dell’Aids.

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Da qui al 2030, secondo le stime, circa 360.000 adolescenti moriranno per malattie collegate all’Aids, cioè 76 ogni giorno, senza ulteriori investimenti nei programmi di prevenzione, diagnosi e cura dell’Hiv. Sulla base di previsioni sulla popolazione e secondo i trend attuali, il numero di nuovi contagi da Hiv tra bambini e giovani tra 0 e 19 anni nel 2030 raggiungerà circa i 270.000 casi, con un calo di un terzo rispetto alle stime attuali, mentre il numero di bambini e adolescenti che muore per cause collegate all’Aids scenderà dai 119.000 attuali a 56.000 nel 2030.

“Il rapporto mostra chiaramente che il mondo non è sulla strada giusta quando si tratta di porre fine all’Aids tra i bambini e gli adolescenti entro il 2030”, commenta Henrietta Fore, direttore generale Unicef. “I programmi per prevenire la trasmissione dell’Hiv materno-infantile stanno dando i loro frutti, ma non è ancora abbastanza, mentre i programmi per curare il virus e prevenirne la diffusione tra i ragazzi più grandi non si sono avvicinati al punto in cui si dovrebbero trovare”. Per rispondere a queste mancanze, il rapporto raccomanda test incentrati sulla famiglia che aiutino a indentificare e curare i bambini sieropositivi ancora non diagnosticati, migliorare la diagnosi precoce tra i neonati, servizi a misura di adolescente e azioni comuni focalizzate sugli adolescenti.

E intanto Medici senza frontiere lancia l’allarme sulla bassa copertura terapeutica tra i bambini affetti da HIV, con solo il 52% dei bambini sieropositivi sotto trattamento nel 2017. Nel corso dello scorso anno – denuncia l’associazione – le malattie legate all’AIDS hanno ucciso 110.000 bambini in tutto il mondo. I Paesi in via di sviluppo hanno difficoltà a fornire ai bambini sieropositivi i trattamenti raccomandati dall’OMS poiché le versioni pediatriche di questi farmaci non sono disponibili laddove ce ne sarebbe bisogno. “L’HIV pediatrico rimane una malattia trascurata. Essendo il mercato dei farmaci pediatrici limitato – scrive Msf – questi non sono mai stati una priorità per le multinazionali farmaceutiche o per i produttori di generici. Nonostante le promesse, pochi passi vengono fatti per sviluppare nuove formulazioni di farmaci pediatrici e potenziare quelle esistenti”.
 


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Mario Calabresi
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