Il Cdu chiude i battenti e lo scudocrociato va in soffitta dopo un secolo


Dopo 24 anni si scioglie oggi il Cdu, il partito dei Cristiani democratici uniti, erede diretto del partito più antico della Repubblica, la Democrazia cristiana, e del suo simbolo che va definitivamente in soffitta dopo un secolo. Lo scudocrociato con il motto “Libertas” fu infatti creato nel 1919 con la nascita del Partito popolare italiano di Luigi Sturzo.

La singolare cerimonia di “scioglimento” si terrà oggi alle 15 alla Camera. Il simbolo – quello scudocrociato vittorioso in ben dodici elezioni politiche consecutive dal 1946 al 1992 – verrà consegnato alla fondazione avellinese “Fiorentino Sullo” (leader storico della “balena bianca” e maestro – tra gli altri – di Ciriaco De Mita e Nicola Mancino), che sarà guidata dal tantem Buttiglione-Rotondi.

Il Cdu nacque nel 1995 proprio dalla contesa sul simbolo tra Rocco Buttiglione e Gerardo Bianco, segretari entrambi del partito popolare spaccato in due di fronte all’alleanza con il centrodestra di Silvio Berlusconi. Buttiglione propose l’alleanza, la sinistra interna la ostacoló ed elesse segretario Bianco. Le due fazioni si fronteggiarono per settimane, piazza del Gesù fu prima occupata e poi divisa in due veri e propri accampamenti dei due gruppi. Intervennero le gerarchie ecclesiastiche e persino Helmut Kohl, mitico cancelliere dell’unificazione tedesca. E alla fine un’intesa si trovó: a Bianco andò il nome del Ppi, a Buttiglione lo scudo crociato.

Forse per gratitudine verso Kohl, fu Gianfranco Rotondi, giovane direttore del ‘Popolo’,a proporre di chiamare il nuovo partito Cdu. Buttiglione assentì. Il Cdu ebbe vita tormentata, fu attraversato dalle rocambolesche vicende postdemocristiane della seconda repubblica: diede vita all’Udr di Cossiga, che lo portó quasi al governo con D’Alema, tranne un ultimo veto proprio su Buttiglione al ministero dell’Istruzione, dove il professore prometteva di realizzare la parità scolastica. Poi il Cdu tornó con Berlusconi, Buttiglione fu più volte ministro e fu anche designato commissario europeo. Nel frattempo era nata l’Udc, praticamente lo stesso partito a sigla rovesciata. Il piccolo Cdu si spaccò ancora quando Follini e Casini ruppero con Berlusconi: Buttiglione e Tassone scelsero Casini, Rotondi rimase con Berlusconi e fondó la Dc per le autonomie, divenendo anche ministro nel 2008. Oggi alle 15 il duetto si ricompone, ma in una fondazione nella quale il Cdu si dissolve. Cala il sipario sull’ultima pagina di passione dei cattolici democratici. O forse, chissà, se ne aprirà una nuova.

 


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