Il dolcificante nel caffè non fa miracoli


RIDURRE la quantità di zuccheri consumati quotidianamente è importante per mantenersi in salute. Ma sostituire lo zucchero del caffè con altre sostanze dolcificanti non è così decisivo come si potrebbe pensare. Secondo un’analisi su 56 ricerche scientifiche sul tema e pubblicata sul British medical journal, il consumo di dolcificanti al posto dello zucchero non sembra portare benefici sulla salute.

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• CONFRONTO TRA ZUCCHERO E DOLCIFICANTI
Sempre più persone puntano a stili di vita sani, praticando più sport e riducendo l’assunzione di zuccheri e grassi. Oggi è diffusa infatti la consapevolezza che una vita più sana mette al riparo dall’insorgenza di eventuali complicazioni. È anche sull’onda di questa attenzione è aumentato il mercato di bevande “sugar free” e dolcificati contenenti aspartame o stevia. Anche se sono prodotti autorizzati, poco si conosce sugli effettivi benefici o eventuali rischi di un loro consumo giornaliero. Secondo gli autori dello studio, la letteratura che fino ad oggi si è interessata all’argomento è stata spesso vittima di interessi di parte.

“La ricerca sui dolcificanti è controversa. Ci sono numerosi studi che affermano che fanno male alla salute, altri, invece, rassicurano. Le ultime notizie da l’Autorità europea sulla sicurezza alimentare (Efsa)  ci dicono che sono sicuri. Ciò non toglie che, come tutti gli alimenti, devono essere consumati con moderazione. – afferma Manon Khazrai, dietista e counsellor nutrizionale – In assoluto lo zucchero non è l’alimento più sano del mondo. Negli ultimi anni lo abbiamo introdotto in modo sempre più prepotentemente nelle nostre diete sotto forma di bevande zuccherate e succhi, assunti anche come alternativa alla frutta. In una dieta equilibrata, gli zuccheri semplici non dovrebbero superare il 15% delle calorie totali giornaliere”.

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 L’ALTERNATIVA
Per aiutarci a tenere sotto controllo le calorie senza rinunciare al conforto della dolcezza sono state dunque sviluppate delle sostanze con un potere dolcificante molto maggiore dello zucchero. “I dolcificanti possono essere sia naturali, come la stevia o il fruttosio, che di sintesi come l’aspartame. Ne esistono moltissimi e generalmente sono usati per una questione di gusto, come coprire l’amaro di caffè e tè. Per qualcun altro invece il retrogusto dei dolcificanti è ancora peggio e restano fedeli allo zucchero”.

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I RISULTATI DELLA RICERCA
Dai risultati di un’analisi su 56 studi indipendenti che valutavano i possibili effetti del consumo quotidiano di dolcificanti su peso, glicemia, salute orale, tumori e altre patologie, risulta che in generale non si riscontrano differenze rilevanti sullo stato di salute rispetto a chi invece consuma zucchero. Anche se forse, in alcuni casi potrebbero essere d’aiuto per chi è abituato a mangiarne in grande quantità. “Troppi zuccheri nel sangue inducono il corpo a produrre molta insulina, che li elimina dalla circolazione con grande rapidità spingendoci a prenderne ancora di più. Più ne introduciamo, più ne abbiamo bisogno, insomma. Usare i dolcificanti può aiutare a spezzare questo ciclo, se siamo abituati a bere molte bevande dolcificate, invece di eliminarle completamente, possiamo cominciare con prendere quelle “light”. – suggerisce la dottoressa – Nonostante sia stato smentito che le sostanze dolcificanti possano influenzare negativamente il metabolismo, non sono comunque la soluzione al problema delle diete. Non è solo l’assunzione di zuccheri che influisce sulla salute alimentare o l’obesità. Bisogna guardare nell’insieme dello stile di vita, muoversi, variare la dieta, educare i bambini a un’alimentazione adeguata fin dall’inizio, non fargli associare alcuni tipi di cibo a un premio per essersi comportati bene. A quel punto, se una volta ogni tanto si zucchera un po’ di più il caffè non succede niente”.


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Mario Calabresi
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