“Il governo vuole tagliare di 2 miliardi il Fondo sanitario” – Repubblica.it


Appena cinque giorni fa, in un bilancio sugli obiettivi raggiunti in un anno di mandato sull’imprescindibile Facebook, la ministra alla Salute Giulia Grillo parlava dell’incremento del fondo sanitario. “Abbiamo finalmente ricominciato a investire sulla sanità pubblica: +4,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel triennio 2019-2021“, ha scritto sulla sua pagina del social network. I soldi dovrebbero essere così ripartiti: 1 miliardo in più nel 2019, 2 nel 2020 e 1,5 nel 2021. Oggi però le Regioni hanno scoperto che l’incremento più sostanzioso potrebbe saltare. Quando si sono riuniti con il ministero per discutere del “Patto per la salute”, documento che stabilisce una serie di regole per l’assistenza sanitaria e che doveva essere approvato già nel marzo scorso, hanno avuto una sorpresa inaspettata.

A proposito del tanto atteso incremento del 2020, il ministero di Grillo, insieme al Mef, avevano infatti inserito questo passaggio. I soldi arriveranno “salvo eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblia e a variazioni del quadro macro economico”. Come dire, molto probabilmente quei soldi non arriveranno mai, visto che nello stesso patto si parla di una crescita del Pil già più alta di quella attesa adesso. Così gli assessori alla Salute delle Regioni hanno detto che non firmeranno quel testo.

“Si sta preparando il taglio di 2 miliardi al fondo sanitario nazionale. Un colpo mortale alla sanità ed al diritto alla salute. Le Regioni nel documento di avvio del Patto hanno sempre sostenuto l’esigenza di avere un quadro certo dei finanziamenti senza condizionamenti. Il testo proposto dal Ministero apre la strada al taglio del Fondo sanitario nazionale. È necessario che il Governo chiarisca”, ha detto l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato. Nel Patto si parla del payback farmaceutico (cioè che l’industria deve rendere quando la spesa per i medicinali supera certe soglie) e si ipotizza di chiudere a 2,3 miliardi di euro. “Non vorrei che il Governo pensasse che visto che alle Regioni arrivano quei soldi allora non c’è bisogno dell’incremento del fondo – dice sempre D’Amato – Quel denaro infatti lo dobbiamo ricevere già da anni, ed è stato già inserito nei bilanci”.

Ma le Regioni hanno anche da ridire sul fatto che nella bozza del Patto non ci siano modifiche alle norme sulla nomina dei commissari delle Regioni in piano di rientro come promesso. Grillo così continua a scontrarsi con gli amministrazioni locali, cosa che ha praticamente fatto fin dall’inizio del suo mandato. Di solito, tra l’altro, il ministro alla Salute dava battaglia per mantenere gli incrementi del fondo invariati malgrado le richieste del Mef nelle settimane della manovra. In questo caso invece si mettono subito le mani avanti.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

Babà Napoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *