Il Novara piange “Nini” Udovicich, bandiera del club azzurro


NOVARA – Il Novara calcio piange la scomparsa di Giovanni Udovicich. A 79 anni scompare una delle prime bandiere del calcio italiano. Una sola maglia, quella azzurra del club piemontese, per 516 partite tra serie B e C. Primato che venne infranto solo una decina d’anni più tardi, nel 1985, da Giampiero Ceccarelli del Cesena.

Il comunicato del Novara

A dare l’annuncio il club che attualmente milita nel campionato di serie C: “La Società si unisce al dolore dei familiari per la scomparsa del grande Giovanni (Nini) Udovicich, bandiera inossidabile del Novara Calcio che ha lasciato un segno indelebile nella storia della nostra squadra. Detiene il record di presenze in maglia azzurra, primato assoluto di presenze per il Novara, record di presenze in serie B con una singola squadra (386 presenze e 8 reti). Ciao Nini ci mancherai immensamente!!!”.
 

Una vita in azzurro

Udovicich, per tutti “Nini”, attraversò tre decenni a Novara. Cominciò nel 1958 (esordì a Bari come centravanti, lui che era destinato a una carriera da difensore) e terminò nel 1976 a 36 anni, ma solo a causa di un incidente al ginocchio; altrimenti, grazie al fisico imponente, sarebbe andato avanti volentieri ancora un altro po’. “Nini”, uno stopper di quelli scolpiti nel granito, si faceva riconoscere per la stazza e la pelata. Aveva i piedi ruvidi, ma sia in campo sia fuori tutti ne apprezzavano l’assoluta correttezza. Insieme ad Alberto Vivian, compagno di mille battaglie, formò una coppia di difensori centrali che non avrebbe sfigurato in serie A, categoria che ha solo sfiorato.

Da profugo in fuga a bandiera

Udovicich nacque nel 1940 a Fiume, che allora era una città italiana. Dopo la guerra approdò a Novara con la famiglia in fuga dall’Istria. Proprio per il suo passato da profugo era stato premiato dalla Fondazione Castello in occasione della Giornata del ricordo dei profughi giuliano-dalmati. “In piccola parte – commenta Massimiliano Atelli, presidente della Fondazione – mi consola il pensiero di aver fatto in tempo a rendergli onore, come uomo e come campione, nel febbraio scorso nell’ambito della rassegna sugli esuli istriani e dalmati che hanno lasciato una traccia importante nello sport italiano. Fu l’ultima uscita in pubblico di “Nini”. La sua effige continuerà a fare capolino nei bandieroni che i tifosi del Novara Calcio sventolano in curva.

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Carlo Verdelli
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