Il segreto del dragonfish: scoperta la struttura del morso letale


POTREBBE essere tenuto stretto in una mano, ma con un dragonfish è meglio non scherzare. E non solo per il nome da mostro dei film. I suoi denti aguzzi e trasparenti, infatti, agiscono negli abissi con la stessa efficacia e lo stesso silenzio di una sciabola, rendendolo uno dei predatori più temuti. La consistenza e l’affilatura della dentatura di questi pesci, infatti, non hanno niente da invidiare a quelle di squali bianchi e piranha.

Secondo uno studio della University of California, pubblicato sulla rivista Matter, il segreto dei denti del dragonfish (Aristostomias scintillano, della famiglia degli stomidi), che poi ne giustificherebbe anche la trasparenza, sono dei cristalli di idrossiapatite minuscoli, tra i 5 e i 20 nanomillimetri, che compongono lo smalto delle zanne a forma di uncino del predatore.

Il segreto del dragonfish: scoperta la struttura del morso letale

(Credits: University of California, San Diego)

“Dalle prime osservazioni al microscopio – ha raccontato al New York Times Marc Meyers, primo autore dello studio – sembrava che avessimo a che fare con un tipo di vetro”.

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Una scoperta importante non solo dal punto di vista biologico, ma anche per lo sviluppo di nuovi materiali resistenti. Secondo i ricercatori, infatti, la struttura dei denti del dragonfish e lo studio del posizionamento dei nanocristalli potrebbero essere fonte di ispirazione per gli ingegneri per la messa a punto di elementi sintetici trasparenti e meccanicamente forti. Un suggerimento arrivato dall’osservazione della natura, come già è successo con i becchi di tucano, i gusci delle tartarughe e le scaglie degli alligatori.

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I dragonfish sono animali bioluminescenti simili alle anguille ma molto piccoli, lunghi circa 8-9 centimetri. Vivono nelle profondità dell’oceano, alcuni esemplari sono stati individuati intorno ai 500 metri di distanza dalla superficie marina. Si tratta di predatori dotati di un raffinato sistema sensoriale che permette loro di cogliere anche i rumori più bassi e di individuare prede da notevole distanza. La struttura dentale e i nano cristalli riducono la luce emessa dal dragonfish, permettendo alla sua bocca spalancata di essere praticamente invisibile agli occhi delle prede, che finiscono inghiottite una volta arrivate nelle vicinanze delle fauci. Raggio d’azione che è molto ampio, visto che il morso del dragonfish può estendersi quanto la metà della lunghezza del suo corpo.


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