“In famiglia all’improvviso”, una web fiction per raccontare il tumore


IL TUMORE al polmone è uno dei “big killer”, le neoplasia che ancora oggi uccidono più persone nel nostro paese. Sappiamo che il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio, ma c’è molto di più. La diagnosi stravolge la vita del paziente e di tutta la famiglia, che deve affrontare un percorso a tappe, lungo e difficile, che ancora troppo spesso ci si trova a percorrere alla cieca. Per gettare luce sull’esperienza di malattia dei pazienti e dei loro caregiver, e sui progressi terapeutici che negli ultimi anni stanno cambiando la cura del tumore al polmone, nasce la campagna “In famiglia all’improvviso. Combattiamo insieme il tumore del polmone”, promossa da Salute Donna Onlus, Salute Uomo Onlus e WALCE onlus e realizzata grazie al supporto non condizionato di MSD Italia. Un’iniziativa che si articola in diverse attività, tra cui una web fiction diretta da da Christian Marazziti, e presentata oggi in anteprima.
La web fiction

Il titolo della serie è “In famiglia all’improvviso”, 10 puntate al confine tra dramma e commedia, che vogliono cambiare la narrativa sul tumore del polmone, parlandone da un nuovo punto di vista. “Sino ad oggi l’attenzione si è concentrata sulla prevenzione, in particolare sulla lotta contro il fumo – spiega Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus e Salute Uomo Onlus – ma attualmente sul tumore del polmone si sa molto più che in passato, le conoscenze sono cresciute sebbene rimanga una forma di cancro molto grave e complessa. È questo uno dei motivi che ci hanno convinto a spostare il focus sull’esperienza di malattia: iniziative come In famiglia all’improvviso rivestono un ruolo di rilievo nell’informare i pazienti e tutta la popolazione. La vera novità della web fiction è che testimonia da dentro il vissuto della persona malata e della famiglia travolta all’improvviso dalla comparsa del tumore”.

in riproduzione….

Per l’occasione, il regista Christian Marazziti ha scelto una chiave narrativa che unisce dramma e commedia, in un classico intreccio di “cinema nel cinema”. Il protagonista, Fernando, è un regista fuori dal giro che riceve la proposta di realizzare un docufilm per raccontare l’impatto del tumore del polmone nella vita di una famiglia. Dopo aver messo insieme un cast di attori semifalliti come lui, si stabilisce con loro nella villa dove l’ingegner Carlo, un paziente, abita con moglie e figlio. E qui tra iniziali diffidenze, ironie, momenti di commozione, comincia un viaggio di reciproca scoperta e avvicinamento tra la famiglia e gli attori, in un’altalena di paure, speranze e rivelazioni che si concluderà con una nuova consapevolezza sulla malattia e le vere priorità della vita. Le 10 puntate saranno pubblicate con cadenza settimanale sul sito www.infamigliaallimprovviso.it.

Una campagna in sei tappe

Le iniziative previste nella campa di informazione “In famiglia all’improvviso. Combattiamo insieme il tumore del polmone”, comunque, non finiscono qui. Il percorso informativo prevede incontri sul territorio e una campagna social, e si articola in sei tappe pensate per ricalcare l’esperienza reale di pazienti, familiari e caregiver: sospetto diagnostico, diagnosi effettiva e tipizzazione, terapia, convivere con la malattia, diritti del paziente, supporto psicologico.

Tra gli obbiettivi, anche quello di raccontare i progressi degli ultimi anni nella lotta contro il tumore al polmone. Il percorso diagnostico e terapeutico infatti ha conosciuto una importante evoluzione, legata alla possibilità di identificare, attraverso test molecolari, il profilo genetico di ciascun tumore, con cui orientare la scelta della terapia più appropriata. “L’introduzione di terapie a bersaglio molecolare e dell’immunoterapia ha modificato in maniera radicale le aspettative di vita delle persone affette da tumore polmonare, perlomeno per molte di loro – spiega Silvia Novello, Professore ordinario Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Torino e Presidente WALCE onlus – questi approcci innovativi hanno migliorato in modo significativo anche la qualità di vita dei pazienti. Eseguire i test molecolari è fondamentale per identificare il tipo di tumore e per definire la migliore strategia terapeutica possibile. Per questo motivo l’accesso ai test e la loro tempestiva esecuzione andrebbero garantiti in modo uniforme sul territorio italiano ed europeo”.


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Carlo Verdelli
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