Infezioni rare, negli Usa un’altra vittima dell'”ameba mangia cervello”


NEW YORK – Un’altra vittima negli Stati Uniti a causa dell'”ameba che si mangia il cervello”, dopo il caso della donna di Seattle che aveva fatto sensazione. Stavolta a colpire è stato il Naegleria foowleri, un parassita che provoca infezioni molto rare, ma mortali. L’ultimo caso è stato registrato nella Carolina del Nord: un uomo è morto dopo essere andato a nuotare in un lago, le cui acque erano infestate dal microrganismo. Eddie Gray, 59 anni, si è ammalato dopo aver fatto il bagno al Fantasy Lake Water Park, nella contea di Cumberland il 12 luglio scorso, ha fatto sapere il dipartimento della Salute e dei Servizi umani dello Stato americano.

I consigli del virologo

Lo stesso dipartimento sanitario – riporta il New York Times – ha ricordato che il Naegleria fowleri “non causa malattie se ingerito, ma può essere fatale se penetra dal naso, come può accadere durante le immersioni, lo sci nautico o altre attività acquatiche”. Un paio di casi sono stati anche collegati ai lavaggi nasali. I primi segni di infezione possono includere mal di testa, nausea e vomito. La malattia progredisce rapidamente, rendendo difficile la diagnosi e la maggior parte delle persone infette muore entro una o due settimane. L’ameba entra nel corpo attraverso il naso, può migrare nel cervello lungo il nervo olfattivo e da qui inizia a distruggere il tessuto cerebrale. Il nome tecnico dell’infezione è meningoencefalite amebica primaria.

 


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