Israele, ritrovato l’anello di Ponzio Pilato


Il piccolo anello venne trovato cinquant’anni fa nel complesso archeologico dell’Herodion, vicino a Betlemme in Cisgiordania. E su di esso oggi, grazie al lavoro di una speciale macchina messa a disposizione dai laboratori delle Antichità israeliane, vi è stato decifrato un nome, quello di Ponzio Pilato. Si tratta del governatore romano governò la regione fra il 26 e li 36 DC e che secondo il Vangelo guidò il processo a Gesù e ne ordinò la crocefissione?

Secondo quanto ha dichiarato al quotidiano Haaretz il professor Danny Schwartz, l’eventualità è tutt’altro che peregrina: «Quel nome – dice – era raro nell’Israele di quei tempi. Non conosco nessun altro Pilato di quel periodo e l’anello mostra che era una persona di rango e benestante».

L’anello, e con lui diversi altri oggetti, fu rinvenuto negli scavi che hanno avuto luofo nel 1968/9, dopo la Guerra dei sei giorni, condotti da Gideon Forster dell’Università ebraica di Gerusalemme in vista dell’apertura ai visitatori della Tomba e del Palazzo di Erode. Ma solo di recente il direttore del sito Roi Porat ha chiesto agli studiosi di pulire l’anello ed esaminarlo: richiesta che ha portato a scoprire l’effigie di un vaso di vino sovrastata da una scritta in greco tradotta appunto con “appartenente a Pilato”.

L’anello è di bronzo, non di particolare raffinatezza e quindi con ogni probabilità di uso quotidiano. Secondo l’opinione di alcuni studiosi riportata sull’Israel Exploration Journal il politico romano potrebbe averlo avuto al dito quando compì il famoso gesto descritto dai Vangeli di lavarsi le mani e di ordinare, riluttante, la crocifissione di Gesù.

Se non è stato possibile ricostruire l’epoca in cui l’anello è stato forgiato, l’oggetto è stato però scoperto in un giardino costruito su un portico costruita non oltre il 71 dC, insieme a “una miriade di altri reperti”: compresi vetri, ceramiche, manufatti metallici e un gran numero di monete risalenti all’epoca della Prima Rivolta Ebraica.


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Mario Calabresi
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