Kenya, alto ufficiale arrestato per rapimento di Silvia Romano


NAIROBI – Colpo di scena nelle indagini sulla scomparsa di Silvia Romano, la volontaria milanese rapita il 20 novembre scorso nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, in Kenya. La polizia kenyota ha arrestato un alto ufficiale del Kenya Wildlife Service m(KWS), il servizio parchi. La notizia è stata annunciata dall’emittente Ntv. Questo arresto segue quello di un sergente del KWS, Abdullahi Bille, e di suo fratello, sospettati di legami con i rapitori. Si ritiene che Silvia sia prigioniera nella zona della contea meridionale di Tana Delta, spiega l’emittente.

Le indagini, intanto, vanno avanti. La recente visita a Roma del vicepresidente keniota William Ruto è stata l’occasione per il governo italiano di premere perché siano fatti i massimi sforzi per far tornare a casa la 23enne volontaria milanese, di cui il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha auspicato una “rapida liberazione”.Durante il faccia a faccia alla Farnesina, il capo della diplomazia ha ringraziato Ruto “per quanto stanno facendo le autorità del Kenya”. Anche il vice premier, Luigi Di Maio, nel suo incontro con il vice presidente keniota ha ricordato che “l’Italia è in apprensione per la sua connazionale” e ha espresso apprezzamento per “lo sforzo che stanno portando avanti le rispettive autorità per giungere a una soluzione positiva”. “Abbiamo entrambi raccomandato la massima prudenza e discrezione affinché tutto vada a buon fine” ha detto Di Maio.

Le ricerche di Silvia Romano si sono  concentrate a nord, verso la Somalia, in  un’area di oltre 35 mila metri quadrati ricoperta da una foresta impenetrabile. La polizia finora ha arrestato una ventina di persone, dalle quali ha ottenuto informazioni concrete su dove effettuare le ricerche, e ha inoltre offerto una ricompensa di un milione di scellini kenyoti (8.600 euro) a chiunque fornisca notizie utili. La settimana scorsa, abitanti del villaggio di Bombi hanno riferito di averla vista viva un paio di giorni prima mentre si inoltrava nella foresta con i suoi rapitori, tre uomini già identificati, ritenuti armati e pericolosi e ora ricercati.
 


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Mario Calabresi
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