La Camera salva Sozzani (Forza Italia) dagli arresti domiciliari. Almeno 46 franchi tiratori nel Pd.



L’Aula della Camera ha negato l’autorizzazione all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato di Forza Italia Diego Sozzani. I voti a favore sono stati 235, 309 i contrari, un astenuto. Sozzani era stato indagato nell’ambito di un’inchiesta della Dda milanese con l’accusa di illecito finanziamento dei partiti e corruzione.

Ci sono stati almeno 46 franchi tiratori, dal Pd e Italia Viva, la neoformazione di Renzi, che non hanno seguito le indicazioni del gruppo.

A fine luglio la Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio si era invece espressa per l’ok ai domiciliari a maggioranza, con il voto a favore di M5S e Pd: una decisione annullata oggi dall’Assemblea, a scrutinio segreto.

La proclamazione del risultato della votazione è stata salutata da un fragoroso applauso dai banchi del centrodestra. Sozzani non ha partecipato alla votazione: intervenendo poco prima del voto ha annunciato che avrebbe lasciato l’aula per “permettere di votare con il massimo della autonomia”. “Vi dico la mia innocenza. Non mi sottrarrò al confronto con la magistratura ma voglio farlo da uomo libero”, ha detto, dicendosi “distrutto dal punto di vista psicologico”. Le sue parole sono state applaudite dal centrodestra ma anche, timidamente, da qualche deputato del Pd.

Il Pd, con Federico Bazoli, aveva annunciato il suo voto per l’autorizzazione alla concessione degli arresti domiciliari “perchè non sussiste fumus persecutionis”.

Abbracci e congratulazioni a Diego Sozzani, appena uscito dall’aula di Montecitorio. Il parlamentare azzurro è stato festeggiato da tutti i colleghi di Forza Italia.

“Non faccio dichiarazioni”, ha detto all’Adnkronos, mentre Stefania Prestigiacomo aggiunge: “Lui è un galantuomo, per una volta il Parlamento non si è asservito ai magistrati”. “Diego – aggiunge un altro azzurro rivolgendosi a Sozzani – era una pazzia, è andata bene”.

“Una vicenda che ha del paradossale” aveva detto in aula Sozzani, prima del voto.  “Ho sempre considerato la politica un servizio e non una professione, senza aver mai avuto problemi con la giustizia. Oggi mi trovo coinvolto in un’inchiesta che mi coinvolge sulla base di intercettazioni di terzi, su un finanziamento che non ho affatto ricevuto con una società tra l’altro con cui ero in contenzioso economico. Sono devastato psicologicamente, assai preoccupato sul piano familiare e professionale. Sono innocente e non mi sottrarrò al confronto con la magistratura per cui nutro rispetto, ma chiedo di farlo da uomo libero e lascerò l’emiciclo per consentire il voto nella massima autonomia”.

Sono stati con ogni probabilità 46 i franchi tiratori del Pd che non hanno seguito l’indicazione del gruppo di votare a favore dell’autorizzazione degli arresti domiciliari nei confronti del deputato di Forza Italia Diego Sozzani.

Lo si desume da un semplice calcolo sui voti segreti, confermato alla dire da fonti parlamentari.
Sul caso di Sozzani il Pd era contrario all’uso delle intercettazioni e favorevole agli arresti. La linea era stata confermata in una riunione di gruppo prima delle votazioni.

Nel primo voto, quello sull’uso delle intercettazioni, è stato negato l’uso con 352 voti a favore del diniego (l’aula di montecitorio vota sulla relazione della giunta per le autorizzazioni che è formulata in negativo: i sì negavano l’uso delle intercettazioni, i no le autorizzavano). Nei 352 sì, contrari cioè all’uso delle intercettazioni, c’erano voti delle opposizioni (fi, fdi e lega) insieme ai voti del pd. I 187 contrari, e quindi favorevoli all’uso delle intercettazioni, erano in larghissima parte voti del m5s.

Nel secondo voto, quello in cui il pd era favorevole all’arresto, gli arresti domiciliari sono stati respinti, con 309 voti contrari e 235 a favore. Sottraendo ai 235 favorevoli all’arresto (voti pd e m5s) i 187 favorevoli all’uso delle intercettazioni del primo voto – tutti m5s- si ottiene il numero di 48 deputati pd che hanno votato a favore dell’arresto. Se si sottraggono ai 94 presenti e votanti del pd nelle votazioni di oggi i 48 favorevoli all’arresto si ottengono i 46 franchi tiratori dem che non hanno votato per l’arresto di sozzani.

Nel novero dei 46 franchi tiratori vanno considerati anche i 26 deputati renziani di Italia viva che risultano ancora ufficialmente nelle file del Pd.

Nell’assemblea di gruppo che ha preceduto il voto, a quanto si apprende aveva eccepito sulla posizione del partito la deputata Enza Bruno Bossio. I deputati Stefano Ceccanti e Stefano Lepri avevano chiesto chiarimenti sul caso del deputato forzista.

 


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