La Commissione europea indaga sui rapporti fiscali tra Nike e Paesi bassi – Repubblica.it


MILANO – Dopo i casi eclatanti come quello di Apple in Irlanda o di Starbucks e Fiat Chrysler, anche il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike finisce nella rete della Commissione europea per possibili aiuti fiscali irregolari ricevuti nei Paesi Bassi.

L’esecutivo comunitario ha annunciato un’indagine approfondita per verificare se le regole fiscali concesse dai Paesi Bassi a Nike attribuiscono alla società un vantaggio indebito rispetto ai suoi concorrenti, in violazione delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. Lo schema si ripete: il timore è che sfruttando la sede nei Paesi Bassi, attraverso due società del gruppo, la Nike riesca a ridurre la base imponibile versando alla fine meno tasse del dovuto.

A sintetizzare il pensiero della Commissione è stata in una nota la battagliera commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager: “Gli Stati membri non dovrebbe consentire alle aziende di mettere in atto schemi complessi per ridurre indebitamente il loro reddito imponibile, il che conferisce loro un vantaggio ingiustificato rispetto ai loro concorrenti. La Commissione esaminerà attentamente il trattamento fiscale accordato a Nike nei Paesi Bassi, per valutare se è conforme alle norme UE sugli aiuti di Stato. Allo stesso tempo, accolgo con favore le misure adottate dai Paesi Bassi per riformare le loro aziende e contribuire a garantire che le condizioni di concorrenza siano le stesse per tutti”.

Nel dettaglio, l’indagine formale riguarda il trattamento accordato dal Paese nordico a due società del gruppo Nike che hanno sede nei Paesi Bassi, la Nike European Operations Netherlands BV e la Converse Netherlands BV. Bruxelles ricorda che “le due società sviluppano, promuovono e registrano vendite di prodotti Nike e Converse in Europa, Medio Oriente e Africa e hanno ottenuto in queste aree le licenze di diritti di proprietà intellettuale relativi a Nike e Converse”. In cambio di queste licenze versano royalty “deducibili dalle due entità del Gruppo Nike, che sono attualmente entità olandesi ‘fiscalmente trasparenti’ (cioè non tassabili nei Paesi Bassi)”.

Tra il 2006 e il 2015, l’autorità fiscale dei Paesi bassi e la Nike hanno sottoscritto cinque “tax ruling”, intese su come tassare queste royalty. L’indagine della Commissione cercherà proprio di verificare se questi accordi possano avere indebitamente ridotto la base imponibile delle due società olandesi e di conseguenza ci sia stato un aiuto di Stato illegale. In via preliminare, ad esempio, la Commissione sottolinea come le due società – che quindi subiscono una tassazione solo limitata rispetto alle vendite che incassano – abbiano mille dipendenti, mentre le società che incassano le ricche royalty non hanno dipendenti e formalmente non svolgono attività economica.

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Mario CalabresiSostieni il giornalismo
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