La Fed sostiene le Borse, spread di nuovo in rialzo a 275 punti – Repubblica.it


MILANO – La disponibilità della Federal Reserve, la Banca centrale americana, a tornare a tagliare i tassi spinge i mercati azionari. In Italia, invece, l’attenzione si punta sull’arrivo della bocciatura europea alle Finanze pubbliche tricolori, con la relativa apertura di una procedura d’infrazione per il mancato rispetto delle regole sul debito. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre la giornata di contrattazioni in rialzo in area 275 punti base, dai 272 della chiusura di ieri sera, con il rendimento del decennale italiano al 2,52% sul mercato secondario. La Grecia resta sotto la quarantina di punti base di distanza, mentre il titolo spagnolo omologo rende circa 190 punti in meno del nostro.

I listini europei sono cauti in avvio: Milano lima lo 0,2% nelle prime battute. Bene Telecom dopo la vendita di Persidera a F2i, nella quale è coinvolto anche il gruppo Gedi editore de La Repubblica (con una quota del 30% di Persidera).

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in netto rialzo in scia a Wall Street: l’indice Nikkei è salito dell’1,80% a 20,776,10, mentre l’indice Topix ha guadagnato il 2,07% a 1,530,08 punti. Proprio la Borsa Usa, ieri sera, ha vissuto la seconda migliore giornata dell’anno grazie al rimbalzo dei titoli tecnologici e alle rassicurazioni giunte dalla Fed: il governatore Powell ha garantito che la Banca centrale monitora attentamente le tensioni commerciali e che agirà “in modo appropriato” per sostenere l’espansione economica americana. Niente riferimenti espliciti, ma il mercato scommette ancora di più su un taglio dei tassi che il mercato dei bond prezza già come multiplo entro l’anno. Restano aperti i fronti Usa con il Messico e la Cina, ma per una giornata gli investitori non ci hanno fatto caso: il Dow ha aggiunto il 2,06% ,lo S&P 500 è salito del 2,14% e il Nasdaq del 2,65%.

Dopo il rafforzamento di ieri a New York, il primo a seguito di quattro giornate di cali, il petrolio è tornato debole sui dati dell’aumento delle scorte Usa. I contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio cedono 48 centesimi a 53 dollari al barile mentre il Brent ne perde 41 a 61,56 dollari al barile. Quotazioni in rialzo, invece, per l’oro: il lingotto con consegna immediata guadagna ancora lo 0,1% a 1.326 dollari l’oncia restando sui massimi da tre mesi.

Tra le valute principali, l’euro è in lieve rafforzamento e passa di mano a 1,1268 dollari a fronte del livello di 1,1259 di ieri sera a New York dopo la chiusura di Wall street. Sullo yen l’ euro è a quota 121,71. La giornata sarà movimentata anche da diverse indicazioni macro, tra cui spiccano gli indici Pmi servizi e composto dei vari paesi europei e dell’intera Eurozona. In uscita anche le vendite al dettaglio nella zona euro, che daranno idea dell’andamento dei consumi interni. Dagli Stati Uniti giungerà nel pomeriggio il sondaggio Adp sull’occupazione, come anticipazione dei dati sul mercato del lavoro che verranno diffusi venerdì. E’ previsto anche l’indice Ism non manifatturiero.

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Babà Napoli

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