La “grande nemica” Boldrini fake dopo fake


ROMA –  “La grande nemica”. È il titolo del libro, appena arrivato in libreria ed edito da People, di Flavio Alivernini, responsabile della comunicazione di Laura Boldrini. L’ex presidente della Camera, già Sel, poi Leu e ora nel Pd, è da sempre stata nel mirino degli “haters” della Rete, gli odiatori da tastiera, i campioni dell’insulto rivolto a personaggi pubblici sui social. Ma la sua è una storia di bullismo a lieto fine. Perché, da vittima di un “safari umano”, si è trasformata nell’artefice del proprio riscatto.

Alivernini ha ricostruito la “caccia” a Boldrini con cura, post dopo post, fake dopo fake. Quella che definisce una “campagna di delegittimazione senza uguali nella storia della Repubblica italiana” inizia il 31 gennaio 2014, quando Beppe Grillo su Facebook pone ai suoi followers la domanda: “Cosa faresti in macchina con la Boldrini?”. Quel giorno “si inaugura l’odio ad personam online, in cui la reputazione è decisa dalla Rete”, spiega Alivernini. Poi Salvini e la Lega completano l’opera denigratoria, associando al nome di Boldrini qualunque crimine commesso da un immigrato. Ma, come detto, alla fine c’è il riscatto. Lei ribalta la situazione dapprima pubblicando nomi e cognomi di chi la insulta. Poi trascinando i suoi haters in tribunale. Infine comincia a rispondere a Salvini, formando attorno a sé una comunità digitale di sostegno.

Nella seconda parte del libro Alivernini tenta di spiegare più in generale come ci si può difendere dagli attacchi sui social. “Il problema dell’odio online riguarda migliaia di ragazzi e ragazze sul web”, afferma. Per questo ha dedicato il libro a  Carolina Picchio, l’adolescente di Novara vittima di cyberbullismo, che si è tolta la vita a 14 anni.


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Carlo Verdelli
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