L’altro De Michelis che amava ballare


Con una punta di cattiveria Enzo Biagi definì Gianni De Michelis “avanzo di balera”, ma nel momento della sua scomparsa, quando sono in tanti a ricordarlo, torna anche l’immagine del politico socialista che amava ballare e che, tra i suoi libri, scrisse anche ” ‘Dove andiamo a ballare questa sera?’, guida a 250 discoteche italiane presentato anche allo storico Bandiera Gialla di Rimini.

A Roma uno dei riferimenti della classe politica era lo storico Tartarughino, con i loro patron Pierpaolo Ferraresi e di Giancarlo Cruciani. Dice il primo: “Ricordo momenti bellissimi con Gianni ma ci sono anche tante cattiverie contro di lui che non dimentico. Tutti dicevano che veniva nel locale e beveva e, invece, ha sempre bevuto succhi di frutta. E poi ricordo quando lo criticavano per i capelli lunghi, ed era invece per coprire un linfoma che aveva”.

E ancora Ferraresi ricorda: “Erano le 23, Gianni, che era ministro degli Esteri all’epoca, stava cenando con una signora. Ad una certa ora, quando il lavoro nel locale stava terminando accendevamo un piccolo televisore e io vidi che era iniziata la guerra in Kuwait con l’Iraq. Immagini nitide dei razzi che partivano. Io vado subito da Gianni che non sapeva nulla e gli dico: ‘Ma mi stai prendendo in giro? Sei ministro degli Esteri e te lo devo dire io che è scoppiata la guerra?’. Al che insisto: ‘Ti prego è vero, vieni a vedere’. Solo a quel punto Gianni vede in tv che era come dicevo io. Dal telefono a gettoni, perché all’epoca non c’era il telefonino, chiama la batteria. C’era poi da richiamare scorta e autista che andavano a mangiare da un’altra parte. Mando un cameriere alla Amatricianella e finalmente la squadra si ricompone”.

Cruciani, storico socio di Ferraresi, ricorda le serate al Tartarughino con De Michelis: “Il Plaza era la casa di De Michelis, il Tartarughino, non è esagerato dirlo, il suo ufficio. Lì sono stati fatti dei governi. Chi non riusciva ad incontrarlo nei palazzi del potere, potevano essere politici, colleghi di partito, amici, amiche, ma anche giornalisti, si affacciava da noi al locale, certo di trovarlo e di poterci parlare. De Michelis era lì, splendente, pronto ad incontrare tutti”.

“Era soprattutto un uomo di grande cultura, che prendeva a sberleffi i moralisti, illuminato, un uomo che sapeva fare politica”, dice Cruciani. Ferraresi, legato da profonda amicizia con De Michelis al quale organizzò anche il matrimonio con Stefania Tucci, di recente è andato a trovare l’amico dei bei tempi che furono, a Venezia. “Chissà se mi ha riconosciuto – dice addolorato Ferraresi -. Gianni ha avuto anche un ictus. Era allettato, vicino a lui il figlio Alvise. Ricordo ancora l’odore acre nella stanza. Di certo in quella casa non ho avuto quella sensazione di ricchezza. Che tristezza, e oggi che il mio amico non c’è più provo un grande dolore perché è un’epoca che finisce”.


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