L’Australia vuole riaprire il contestato centro di detenzione per migranti sull’Isola di Natale


Il premier conservatore australiano, Scott Morrison, ha annunciato mercoledì che potrebbe riaprire il controverso centro di detenzione per migranti sull’isola di Natale, dopo che ieri il suo governo ha subito una sconfitta in Parlamento proprio sul tema dell’immigrazione. 

Martedì infatti i parlamentari dell’opposizione laburista hanno ottenuto voti sufficienti per approvare un progetto di legge che rende più facile per i rifugiati malati detenuti al largo di essere curati nel Paese.

La legge potrebbe consentire a circa mille profughi che si trovano nei centri di Nauru e Manus di essere curati in Australia, se i trasferimenti saranno chiesti da due medici o più. È la prima volta che il governo viene sconfitto alla Camera.

Morrison ha detto che la legge indebolirebbe le politiche di confine nazionali e incoraggerebbe i trafficanti di esseri umani, spingendo più persone ad anadare in Australia e che dunque si rende necessaria la riapertura del centro sull’isola di Natale.

Dal 2013, l’Australia ha inviato i richiedenti asilo che arrivano in barca verso i centri di detenzione sull’isola di Manus (Papua Nuova Guinea) e Nauru. L’isola di Natale si trova a circa 2.600 km dalla terraferma e a 300 km a sud dell’Indonesia.

L’Onu ha criticato le politiche di detenzione australiane come “disumane”. L’anno scorso, un rapporto molto duro sullo stato di salute mentale dei bambini che si trovano a di Nauru – compresi i casi di tentato suicidio – ha suscitato un ampio di battito nel Paese che ha spinto l’opposizione laburista, i Verdi e i parlamentari intergovernativi, a sostenere un progetto di legge che dà ai medici il potere di raccomandare il trasferimento dei profughi in Australia per il trattamento.

Il ministro per l’immigrazione avrebbe però ancora l’autorità per annullare i trasferimenti.

 




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