Lavoro, McDonald’s lancia le borse di studio per i dipendenti


Borse di studio per i dipendenti e una giornata a porte aperte per mostrarsi meglio ai potenziali collaboratori. McDonald’s lancia una doppia iniziativa con un chiaro intengo. Lo ha raccontato l’amministratore delegato in Italia, Mario Federico: “Tutti credono di sapere cosa significhi lavorare da noi, ma sappiamo che non è così”.

Per “sfatare i pregiudizi”, la catena dei fast food ha messo in pista due iniziative e le ha presentate a Milano. Erogherà – fino al 2022 – 1,5 milioni per borse di studio ai dipendenti per il pagamento delle tasse universitarie e per la partecipazione a corsi di lingua inglese o italiana. Questo programma – “Archways to Opportunity” – si affianca al “Talent Day'” previsto per sabato: aprirà le porte al pubblico e ai potenziali candidati alle 1.000 posizioni ancora aperte in Italia per quest’anno.

“Altrettante saranno a disposizione nel 2020 – spiega Federico – Per questo, per sfatare alcuni luoghi comuni e anche per raccontarci abbiamo organizzato questa giornata”. McDonald’s conta nella penisola 600 ristoranti, 24mila dipendenti e 1 milione di clienti al giorno, con il 92% del personale che lavora con una forma contrattuale ‘stabile’. L’età media dei dipendenti è molto bassa: 31 anni e mezzo.

McDonald’s ogni anno ha molte posizioni di lavoro aperte, con il 92% dei dipendenti che è assunto con contratti di apprendistato o a tempo indeterminato, mentre l’erogazione di ‘borse di studio’ è una novità. Possono farne domanda tutti coloro che risultano dipendenti dei ristoranti da almeno 12 mesi, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, e che siano iscritti al sistema universitario italiano per conseguire la laurea triennale o magistrale. Per presentare la domanda è necessario essere in corso e avere una media voto di almeno 26. Chi non è iscritto all’università potrà invece fare domanda per partecipare a corsi di lingua inglese o italiana della durata di sei mesi.


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Carlo Verdelli
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Babà Napoli

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