Lega, la delusione di Borghezio escluso dalle europee: “È un errore politico, non capisco la scelta di Salvini”


Sempre aver puntato sui giovani per le candidature alle europee, Matteo Salvini. E su figure dal netto profilo ‘sovranista’. A farne le spese, tra gli altri, lo storico eurodeputato della Lega Mario Borghezio. Che dovrebbe essere escluso per la prima volta in 18 anni. Classe 1947, l’europarlamentare leghista ha spiegato che nessuno dalla segreteria federale lo ha chiamato per completare le formalità in vista del voto. E Borghezio si è sfogato: “Non capisco le ragioni che hanno portato alla mia esclusione dalle liste alle europee. Credo che sia un grave errore politico inspiegabile da parte di un leader forte come Matteo Salvini”. E ancora: “Non faccio alcuna lamentela. Non sono il tipo. Ricordo solo che, come diceva Talleyrand, in politica un errore è peggio di un crimine”.

Poi si vanta: “Pare che passeremo dagli attuali 4 leghisti a 20, forse 25, 30 eurodeputati, tutti nuovi. A loro sarebbe stato utile la mia esperienza. Inoltre sono l’unico leghista ad avere avuto un incarico istituzionale, visto che ero capogruppo alla Commissione Esteri. Ero pronto a candidarmi al Centro, lontano dal mio territorio naturale che è il Nord Ovest. E con ottimi risultati”

Borghezio, di cui si ricorda tra l’altro la frase che “Hitler fece anche cose buone”, esclude di aver pagato la sua linea estremista. “Io ho fatto sempre il mio lavoro tranquillo. Sulla scala dell’estremismo da uno a cento, io sto a 28, il resto della Lega a 105…”

 


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